Mattinata caratterizzata da acquisti sui mercati delle materie prime, con energia e metalli preziosi che mostrano variazioni positive.
Materie prime in rialzo: petrolio, gas e oro spinti da tensioni geopolitiche
Nel comparto petrolifero, il WTI con consegna a marzo sale a 63,71 dollari al barile, registrando un incremento dello 0,79%. In rialzo anche il Brent con consegna ad aprile, scambiato a 67,75 dollari al barile, con un progresso dello 0,62%.
Segnali positivi anche per il gas naturale europeo. Sulla piazza di Amsterdam, riferimento per il mercato TTF, i prezzi avanzano dell’1,66%, portandosi a 33,42 euro per megawattora. Gli operatori restano concentrati su due fattori principali: l’evoluzione del quadro geopolitico internazionale, con particolare attenzione alle relazioni tra Iran e Stati Uniti, e l’andamento delle condizioni meteorologiche che possono incidere sulla domanda energetica.
Performance significativa anche per il comparto dei metalli preziosi. L’oro spot viene scambiato a 5.075,16 dollari l’oncia, con un rialzo del 2,60%. In crescita anche i contratti futures: l’oro con consegna ad aprile sul mercato Comex si attesta a 5.086,10 dollari l’oncia, segnando un aumento del 3,06%.
Nel complesso, il movimento delle commodity riflette un contesto globale ancora influenzato da incertezze geopolitiche e dinamiche macroeconomiche che spingono gli investitori a mantenere posizioni su asset energetici e beni rifugio.