I mercati delle materie prime aprono la giornata con un movimento al rialzo, sostenuto dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla chiusura dello stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il commercio energetico globale.
Materie prime in salita: gas, petrolio e oro in aumento
Il prezzo del gas naturale registra un deciso incremento sulla piazza di Amsterdam. Le quotazioni del Ttf avanzano del 7,5%, raggiungendo 58,39 euro per megawattora nelle prime contrattazioni.
Il rialzo è legato ai timori di possibili ripercussioni sull’approvvigionamento energetico internazionale in seguito all’aggravarsi della crisi nell’area mediorientale.
Petrolio in crescita
Anche il mercato del greggio si muove in territorio positivo. Il Wti con consegna ad aprile viene scambiato a 76,20 dollari al barile, segnando un progresso del 2,13%.
Andamento analogo per il Brent con consegna a maggio, che sale a 83,42 dollari al barile, con un incremento del 2,48%.
Oro ancora in salita
Tra le materie prime si distingue anche l’oro, che continua a beneficiare della domanda di asset considerati più sicuri in periodi di instabilità geopolitica.
Il prezzo spot dell’oro raggiunge 5.165,48 dollari l’oncia, con un aumento dell’1,51%. Positivo anche il contratto Comex con consegna ad aprile, che viene scambiato a 5.163,50 dollari l’oncia, in crescita dello 0,78%.
Il quadro complessivo riflette quindi un mercato condizionato dalle tensioni internazionali, con gli investitori orientati verso materie prime energetiche e beni rifugio.