Il Ministero dell’economia e delle finanze pubblica le statistiche sulle dichiarazioni IRES (Imposta sul Reddito delle Società) e IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) relative all’anno d’imposta 2023 e presentate nel corso degli anni 2024 e 2025. Occorre considerare che i dati fiscali tengono conto anche delle società di capitali e degli enti non commerciali il cui anno d’imposta non coincide con l’anno solare e, conseguentemente, per questi soggetti, il periodo d’imposta 2023 si conclude nel corso del 2024.
Mef: pubblicati i dati sulle dichiarazioni IRES ed IRAP dell’anno di imposta 2023
Questa pubblicazione, includendo anche le statistiche sulle dichiarazioni Ires presentate dai soggetti che utilizzano il modello Redditi – Enti non commerciali, completa i dati statistici relativi alle dichiarazioni fiscali per l’anno d’imposta 2023.
IRES
L’imposta totale dichiarata è di 56,4 miliardi di euro (+13,8% rispetto al 2022): 37,2 miliardi sono dichiarati da società di capitali che non aderiscono al regime del Consolidato fiscale (+11,3% rispetto al 2022), 18,4 miliardi da società di capitali consolidanti (+19,6% rispetto al 2022) e 768,1 milioni di euro dagli enti non commerciali (+6,6% rispetto al 2022).
Nell’anno d’imposta 2023 le dichiarazioni delle società di capitali sono state 1.383.554, in crescita rispetto all’anno precedente (+2%). Larga parte delle società di capitali (91,7%) sono costituite da società a responsabilità limitata.
Il reddito d’impresa rilevante ai fini fiscali, pari a 287,8 miliardi di euro, registra un incremento del 12,8% rispetto al 2022. I settori che evidenziano i maggiori aumenti del reddito sono: “Attività dei servizi di alloggio e ristorazione” (+39,6%), “Costruzioni” (+37,7%) e “Attività finanziarie e assicurative” (+27,6%).
Aiuto alla crescita economica (ACE)
Nel 2023 trova applicazione soltanto il rendimento nozionale dell’1,3% sulle variazioni in aumento del capitale (ACE ordinaria).
Le società di capitali con ACE spettante sono 362.084, per un ammontare di deduzione potenziale di circa 26,0 miliardi di euro (+1,2% rispetto al 2022). L’eccedenza pregressa relativa all’anno precedente, pari a 14,1 miliardi di euro (-2,4% rispetto al 2022), ha riguardato 104.052 società, mentre l’ammontare di deduzione non utilizzata nell’anno e riportabile agli anni successivi è pari a 14,9 miliardi di euro (-3,0% rispetto al 2022) e ha riguardato 108.052 società.
L’ACE nel 2023 è stato utilizzato da 260.163 società che ne hanno usufruito individualmente, per un ammontare complessivo di 4,6 miliardi di euro, mentre le società di capitali che hanno aderito al consolidato fiscale hanno usufruito direttamente o indirettamente della misura agevolativa per circa 6 miliardi di euro.
Analisi della deducibilità degli interessi passivi
Le regole sulla deducibilità degli interessi passivi influiscono sostanzialmente sulla determinazione del reddito imponibile ai fini Ires. In estrema sintesi, sono interamente deducibili gli interessi passivi fino all’ammontare corrispondente a quello degli interessi attivi, mentre gli interessi passivi che eccedono quelli attivi sono deducibili nei limiti del 30% del Reddito Operativo Lordo (ROL). Gli interessi passivi di competenza del periodo d’imposta ammontano a 98,2 miliardi di euro (+115,9% rispetto al 2022), mentre quelli afferenti a periodi precedenti, e riportabili in quanto non dedotti precedentemente, ammontano a 37,6 miliardi di euro (+0,8% rispetto al 2022). L’incremento degli interessi passivi è attribuibile alla politica monetaria restrittiva che ha determinato un rialzo dei tassi di interesse e che ha avuto un impatto principalmente nella sezione “attività finanziarie e assicurative”.
La quota di interessi deducibili (comprensiva di quelli dei periodi precedenti) è pari a circa 87,5 miliardi di euro (64,4% del totale degli interessi passivi). Classificando le società per classi di volume d’affari, si rileva che la percentuale degli interessi deducibili è pari all’88% nelle società con volume d’affari da 5.165.000 a 25.000.000 euro.
Crediti d’imposta
Le società di capitali possono usufruire di diversi crediti d’imposta, indicati nel quadro RU, tra i quali meritano attenzione nel 2023 i crediti per investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali che hanno sostituito precedenti agevolazioni (ex super-ammortamento e iper-ammortamento). Alcuni dei crediti d’imposta seguenti sono finanziati con i fondi PNRR:
- Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali materiali 4.0 è stato dichiarato da oltre 29 mila soggetti, per un ammontare di credito di 2,1 miliardi di euro;
- Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali immateriali 4.0 è stato dichiarato da oltre 4,7 mila società di capitali, per un ammontare del credito di 86,8 milioni di euro;
- Il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, in transizione ecologica e in innovazione tecnologica (L. 160/2019) è stato dichiarato da oltre 11,8 mila soggetti, per un ammontare del credito spettante di 920 milioni di euro.
I contribuenti che hanno presentato il modello “Redditi ENC – Enti non commerciali” per l’anno d’imposta 2023 sono stati 145.162 (+0,7% rispetto al 2022), di cui 5.859 hanno utilizzato il regime delle Onlus, in diminuzione dell’1,2% rispetto al 2022. Coerentemente con quanto registrato per l’annualità 2022, anche nell’anno d’imposta 2023 la forma giuridica più rilevante, è quella delle “Associazioni non riconosciute e comitati”, seguita poi da “Altri enti ed istituti con personalità giuridica” (in cui sono inclusi gli enti religiosi e le parrocchie) che rappresentano, rispettivamente, il 63,6% ed il 10,3% del totale contribuenti. Il reddito complessivo dichiarato ammonta a 4,2 miliardi di euro ed il reddito imponibile è pari a 4 miliardi di euro. L’Ires netta complessivamente dichiarata è stata di circa 768 milioni di euro, con un aumento rispetto al 2022 pari al 6,6%.
IRAP
Il numero dei soggetti che hanno presentato la dichiarazione Irap per l’anno d’imposta 2023 è pari a 2.110.970 (+0,4% rispetto al 2022). La distribuzione territoriale mostra che circa il 28,4% dei contribuenti ha domicilio fiscale nel Nord-Ovest, il 21,4% nel Nord-Est, il 23,2% nel Centro e il 27% nel Sud e nelle Isole.
I soggetti (incluse le Amministrazioni Pubbliche) che dichiarano un valore della produzione al netto di tutte le deduzioni del costo del lavoro e della quota assoggettata alla disciplina della Patent box diverso da zero sono 1.851.661 (+0,9% rispetto all’anno precedente), per un ammontare complessivo di 526 miliardi di euro (+10,8% rispetto al 2022).
La base imponibile complessiva risulta pari a 580 miliardi di euro con un aumento del 9,7% rispetto al 2022; include la base imponibile dell’attività istituzionale della P.A., costituita dall’ammontare delle retribuzioni corrisposte (pari a 125 miliardi di euro), che registra un aumento dello 0,4% rispetto all’anno precedente.
L’imposta dichiarata per l’anno 2023 è pari a 30 miliardi di euro (+8,5% rispetto al 2022), con un valore medio di 23.140 euro e un aumento che riguarda prevalentemente le società di capitali (+14,5% rispetto al 2022).
LE IMPRESE
Con la pubblicazione dei dati delle società di capitali è ora possibile consultare sul sito internet del Dipartimento delle Finanze tutte le statistiche relative all’anno d’imposta 2023 delle 3.053.503 imprese italiane: 1.117.044 ditte individuali, 552.905 società di persone e 1.383.554 società di capitali ed enti commerciali.
Tutti i dati statistici e le analisi sono disponibili sul sito www.finanze.gov.it seguendo il percorso “dati e statistiche fiscali / dichiarazioni / 2023”.