venerdì 9 Gennaio 2026

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (la “Banca”), conclusosi ieri sera sotto la presidenza dell’Avv. Nicola Maione, ha esaminato ed approvato i risultati al 31 dicembre 2024.

MPS, utile a 1,95 miliardi nel 2024. Oltre un miliardo di dividendi

I risultati di conto economico di Gruppo al 31 dicembre 2024

 

Al 31 dicembre 2024 il Gruppo ha realizzato ricavi complessivi per 4.034 mln di euro, in aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente.

Tale dinamica è da ricondurre principalmente alla crescita del margine di intermediazione primario, che si pone in aumento sia sulla componente del margine di interesse (+2,8%) sia sulle commissioni nette (+10,8%); in crescita anche gli altri ricavi della gestione finanziaria (+21,6%), impattati positivamente dalla significativa crescita del risultato di negoziazione.

Nel quarto trimestre 2024, margine di intermediazione primario in crescita (+1,0%) grazie alla crescita delle commissioni nette (+4,9%) e alla resiliente dinamica del margine di interesse (-1,3%), influenzata dallo scenario dei tassi. Ricavi complessivi leggermente inferiori rispetto al precedente trimestre (-1,0%) a causa dei minori altri ricavi della gestione finanziaria e altri proventi e oneri di gestione.

Il margine di interesse al 31 dicembre 2024 è risultato pari a 2.356 mln di euro, in aumento rispetto al 2023 (+2,8%, pari a +63,7 mln di euro). La crescita è stata guidata prevalentemente dal maggior contributo dei rapporti con banche centrali, dei derivati di copertura e del portafoglio titoli. In particolare, nei rapporti con banche centrali, al 31 dicembre 2024 è stato contabilizzato un beneficio netto pari a 143 mln di euro, rispetto al costo netto di 70 mln di euro del 2023. Tale andamento riflette, tra le altre cose, la dinamica della posizione netta verso BCE, passata da un saldo medio passivo pari a 1,5 mld di euro nel 2023 ad un saldo medio attivo di 4,9 mld di euro nel 2024, grazie all’ottimizzazione del costo complessivo del funding. Le positive dinamiche sopra citate hanno più che compensato il maggior costo delle emissioni obbligazionarie, principalmente a seguito del rinnovato ricorso al mercato istituzionale, e i tassi passivi più elevati registrati sui rapporti con clientela soprattutto nel primo semestre 2024.

Il margine di interesse del quarto trimestre 2024 risulta lievemente inferiore rispetto al trimestre precedente (-1,3%, pari a -7,6 mln di euro), con un resiliente spread commerciale anche grazie all’efficace gestione del costo della raccolta commerciale.

Le commissioni nette al 31 dicembre 2024, pari a 1.465 mln di euro, evidenziano una significativa crescita rispetto a quelle consuntivate nell’anno precedente (+10,8%), riconducibile all’ottima performance dell’attività di gestione/intermediazione e consulenza (+19,0%, pari a +113,7 mln di euro) e alla positiva dinamica dell’attività bancaria commerciale (+4,1%, pari a +29,7 mln di euro). Nel dettaglio, nella prima area commissionale è aumentato l’apporto della distribuzione e gestione portafogli (+30,1%, pari a +109,7 mln di euro) e dei prodotti assicurativi (+8,5%, pari a +16,3 mln di euro). Nell’area bancaria commerciale hanno agito in positivo le commissioni su garanzie (+28,9 mln di euro) e le altre commissioni nette (+12,4 mln di euro) in parte bilanciate dalle minori commissioni sui conti correnti (-16,4 mln di euro) in relazione alla riduzione da parte della banca delle spese di tenuta conto applicate alla clientela, e sul servizio bancomat e carte di credito (-10,1 mln di euro).

Il risultato del quarto trimestre dell’esercizio 2024 ha mostrato un incremento rispetto al trimestre precedente (+4,9%) grazie alla crescita sull’attività bancaria commerciale (+8,1%).

I dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni ammontano a 93 mln di euro e risultano in calo di 14 mln di euro rispetto al 2023, in relazione principalmente alla minore contribuzione delle società assicurative. Il risultato del quarto trimestre 2024 registra una flessione di 1,1 mln di euro rispetto al trimestre precedente.

 

Il risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti al 31 dicembre 2024 ammonta a 115 mln di euro, in crescita rispetto ai valori registrati nell’anno precedente (+47,9 mln di euro), con un contributo del quarto trimestre 2024 in flessione rispetto al trimestre precedente (-10,8 mln di euro).

Al 31 dicembre 2024 gli oneri operativi sono risultati pari a 1.869 mln di euro, in crescita rispetto al 31 dicembre 2023 (+1,4%) per gli impatti del rinnovo del CCNL sulle spese per il personale, parzialmente compensati dalla continua ottimizzazione delle altre spese amministrative (-3,8% rispetto al 2023); anche il risultato del quarto trimestre 2024 evidenzia un aumento (+2,0%) rispetto al trimestre precedente. Esaminando in dettaglio i singoli aggregati emerge quanto segue:

  • le spese per il personale, che ammontano a 229 mln di euro, risultano superiori rispetto a quanto registrato nell’anno precedente (+4,2%) a seguito dei maggiori oneri conseguenti al rinnovo del CCNL dei bancari avvenuto nel novembre 2023. Il dato del quarto trimestre 2024 risulta in crescita rispetto al trimestre precedente (+0,5%) a causa del secondo aumento delle retribuzioni previsto dal citato CCNL, con decorrenza a partire dal 1°settembre 2024;
  • le altre spese amministrative, che ammontano a 469 mln di euro, risultano in flessione rispetto al 31 dicembre 2023 (-3,8%), grazie anche alla messa a regime di un rigoroso processo di governo della spesa e la focalizzazione sulle azioni di ottimizzazione dei costi. Le altre spese amministrative del quarto trimestre 2024 sono in crescita rispetto al trimestre precedente (+4,8%), riflettendo la tipica stagionalità dell’ultimo trimestre dell’anno;
  • le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali ammontano a 171 mln di euro al 31 dicembre 2024 e risultano in flessione rispetto al 31 dicembre 2023 (-2,5%); il contributo del quarto trimestre 2024 risulta in crescita rispetto al trimestre precedente (+5,4%) in conseguenza della svalutazione di alcuni software e diritti d’uso.

Per effetto delle dinamiche sopra descritte, il risultato operativo lordo del Gruppo è pari a 2.165 mln di euro, in crescita rispetto al 31 dicembre 2023 (pari a 1.954 mln di euro). Il contributo del quarto trimestre (pari a 520 mln di euro) risulta in flessione rispetto al trimestre precedente (pari a 539 mln di euro) per le dinamiche sopra citate.

Al 31 dicembre 2024 il Gruppo ha contabilizzato un costo del credito clientela pari a 410 mln di euro, in riduzione rispetto ai 440 mln di euro rilevati nell’anno precedente. Il dato del quarto trimestre 2024 è pari a 109 mln di euro, rispetto ai 96 mln di euro del trimestre precedente.

Al 31 dicembre 2024 il tasso di provisioning, espresso come rapporto tra il costo del credito clientela e la somma dei finanziamenti clientela e del valore dei titoli rivenienti da operazioni di cessione/cartolarizzazione di crediti non performing, è pari a 53 bps, risultando sostanzialmente stabile rispetto al 30 settembre 2024 (pari a 52 bps) e in miglioramento rispetto ai 57 bps al 31 dicembre 2023.

Il risultato operativo netto del Gruppo al 31 dicembre 2024 è pari a 1.748 mln di euro, in forte crescita rispetto al risultato di 1.511 mln di euro registrato al 31 dicembre 2023. Il risultato del quarto trimestre 2024 è pari a 409 mln di euro rispetto al risultato di 442 mln di euro del trimestre precedente.

Alla formazione del risultato di esercizio concorrono anche le seguenti voci:

 

  • altri accantonamenti netti al fondo rischi e oneri pari a -68 mln di euro al 31 dicembre 2024, rispetto ai rilasci netti pari a 471 mln di euro contabilizzati nell’anno precedente (riferibili, per la quasi totalità, al miglioramento nel profilo di rischio del contenzioso relativo a informazioni finanziarie diffuse nei precedenti esercizi, conseguente alle positive sentenze dell’ultimo trimestre del 2023). Il contributo del quarto trimestre 2024, pari a -32 mln di euro, si confronta con i -22 mln di euro del trimestre precedente;
  • altri utili (perdite) da partecipazioni pari a -1 mln di euro al 31 dicembre 2024 (-3 mln di euro il risultato del 2023), con un contributo positivo del quarto trimestre pari a 3 mln di euro (che si confronta con un risultato nullo conseguito nel trimestre precedente);
  • oneri di ristrutturazione/oneri una tantum pari a -72 mln di euro, che si confrontano con il contributo di -23 mln di euro del 2023; includono, in particolare, l’effetto dell’attualizzazione degli oneri connessi alle uscite attraverso l’esodo o l’accesso al Fondo di Solidarietà e l’impatto atteso dalla dismissione della controllata MP Banque, quest’ultimo per un importo pari a -36 mln di euro, di cui -3 mln di euro rilevati nel quarto Il risultato del quarto trimestre 2024, pari a -14 mln di euro, risulta in lieve flessione rispetto al trimestre precedente (pari a -17mln di euro);
  • rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari pari a -78 mln di euro, di cui -75 mln di euro contabilizzati nel primo trimestre e costituiti dal contributo 2024 riconosciuto al Fondo di garanzia dei depositi per le banche italiane del Gruppo (DGS) che, nel precedente esercizio, era stato rilevato nel terzo trimestre; includono inoltre, nel quarto trimestre 2024, – 2 mln di euro riferibili alla quota stimata dell’onere di contribuzione al neo-costituito Fondo di garanzia assicurativa dei rami vita a carico delle società distributrici del Gruppo. Nel 2023 era stato contabilizzato anche il contributo di -59 mln di euro per il Fondo di Risoluzione Unico (SRF), non dovuto nel corrente esercizio;
  • canone DTA pari a -61 mln di euro, in flessione rispetto a quanto registrato l’anno precedente (pari a -63 mln di euro); in linea con il trimestre precedente il contributo del quarto trimestre 2024. L’importo, determinato secondo i criteri del DL 59/2016 convertito in Legge
  1. 119 del 30 giugno 2016, rappresenta il canone di competenza al 31 dicembre 2024 sulle DTA (Deferred Tax Assets) trasformabili in credito di imposta;
  • risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali pari a -27 mln di euro (di cui -8 mln di euro registrati nel secondo semestre 2024) conseguente all’aggiornamento semestrale delle valutazioni immobiliari, rispetto alla minusvalenza di -53 mln di euro contabilizzata nel 2023;
  • utili (perdite) da cessione di investimenti, pari a +4 mln di euro al 31 dicembre 2024, con un contributo del quarto trimestre positivo per 9 mln di euro per effetto del perfezionamento della vendita di alcuni immobili; sostanzialmente nulli i risultati dell’anno precedente.

Per effetto delle dinamiche sopra evidenziate, l’utile di esercizio al lordo delle imposte del Gruppo è pari a 1.445 mln di euro, rispetto all’utile ante imposte di 1.707 mln di euro registrato nel 2023 (che aveva beneficiato dei sopra citati rilasci netti nella voce degli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri). Il risultato del quarto trimestre 2024 è pari a 348 mln di euro, rispetto al risultato di 390 mln di euro del trimestre precedente.

Le imposte sul reddito di esercizio registrano un contributo positivo pari a 506 mln di euro (345 mln di euro il contributo positivo al 31 dicembre 2023) imputabile principalmente alla rivalutazione

 

delle DTA, conseguente all’aggiornamento delle proiezioni reddituali del Gruppo effettuato a partire dal secondo trimestre sulla base del nuovo piano industriale 2024-2028, al netto della fiscalità relativa al risultato economico dell’esercizio.

A seguito delle dinamiche sopra descritte, l’utile di esercizio di pertinenza della Capogruppo ammonta a 1.951 mln di euro al 31 dicembre 2024, che si compara a un utile di 2.052 mln di euro conseguito nel 2023 (che aveva beneficiato dei sopra citati rilasci netti nella voce degli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri). L’utile del quarto trimestre è pari a 385 mln di euro (407 mln di euro l’utile del trimestre precedente).

 

 

Gli aggregati patrimoniali di Gruppo al 31 dicembre 2024

Al 31 dicembre 2024 i volumi di raccolta complessiva del Gruppo sono risultati pari a 197,2 mld di euro, in aumento di 4,3 mld di euro rispetto al 30 settembre 2024, sia sulla raccolta diretta (+2,7 mld di euro, di cui +2,1 mld di euro relativi ai conti correnti) sia sulla raccolta indiretta (+1,6 mld di euro).

L’aggregato si pone in aumento anche rispetto al 31 dicembre 2023 (+9,7 mld di euro), trainato principalmente dalla raccolta indiretta (+6,4 mld di euro) e in misura minore anche dalla raccolta diretta (+3,3 mld di euro).

La raccolta commerciale totale6, pari a 167,2 mld di euro7, inclusiva dei depositi a clientela e della raccolta indiretta, ha registrato una crescita rispetto a settembre 2024 (+2,1%) ed aumenta del

+5,8% rispetto a dicembre 2023.

I volumi di raccolta diretta si sono attestati a 94,0 mld di euro e risultano in aumento rispetto ai valori di fine settembre 2024 (+2,7 mld di euro). La crescita è stata registrata sulle forme tecniche dei conti correnti (+2,1 mld di euro), delle obbligazioni (+0,8 mld di euro) e delle altre forme di raccolta diretta (+0,5 mld di euro), mentre diminuiscono i PCT (-0,8 mld di euro). Sostanzialmente stabili i depositi a scadenza (+0,1 mld di euro).

L’aggregato risulta in crescita anche rispetto al 31 dicembre 2023 (+3,3 mld di euro). Nel dettaglio, la dinamica è legata ad un incremento dei conti correnti (+1,7 mld di euro), depositi a scadenza (+1,2 mld di euro), altre forme di raccolta diretta (+0,3 mld di euro) ed infine dei PCT (+0,2 mld di euro). In lieve flessione, invece, le obbligazioni (-0,2 mld di euro).

La raccolta diretta commerciale8 si è attestata a 74,3 mld di euro, in aumento di 2,9 mld di euro rispetto a dicembre 2023 ed in aumento di 2,2 mld di euro rispetto a settembre 2024.

La raccolta indiretta si è attestata a 103,2 mld di euro, in crescita di 1,6 mld di euro rispetto al 30 settembre 2024, sia sul risparmio gestito (+0,5 mld di euro) sia sul risparmio amministrato (+1,1 mld di euro). Entrambe le componenti beneficiano in particolare di un effetto mercato positivo.

Nel confronto con il 31 dicembre 2023 si assiste ad una crescita della raccolta indiretta di 6,4 mld di euro, sia per la crescita del risparmio gestito (+3,0 mld di euro), legata principalmente ad un effetto mercato positivo, sia per l’aumento del risparmio amministrato (+3,4 mld di euro).

La raccolta indiretta commerciale9 si è attestata a 92,8 mld di euro, in aumento di 1,3 mld di euro rispetto al 30 settembre 2024, a seguito della crescita del risparmio gestito (+0,4 mld di euro) e del risparmio amministrato (+0,8 mld di euro).

Al 31 dicembre 2024 i finanziamenti clientela del Gruppo si sono attestati a 77,3 mld di euro, in lieve aumento rispetto al 30 settembre 2024 (+0,7 mld di euro), grazie ai mutui (+0,3 mld di euro) e agli altri finanziamenti (+0,8 mld di euro), mentre si pongono in lieve flessione i conti correnti (-0,2 mld di euro) e i PCT (-0,2 mld di euro).

L’aggregato si pone in crescita anche nel confronto con il 31 dicembre 2023 (+0,5 mld di euro).

Gli impieghi performing10, pari a 68,4 mld di euro, sono risultati in crescita del 1,3% rispetto al 30 settembre 2024, e in lieve calo del -0.6% rispetto a dicembre 2023.

Il totale finanziamenti clientela deteriorati del Gruppo al 31 dicembre 2024 è risultato pari a 3,7 mld di euro in termini di esposizione lorda, in flessione (-0,2 mld di euro) rispetto al 30 settembre 2024 e in aumento rispetto al 31 dicembre 2023 (+0,2 mld di euro). La flessione rispetto al 30 settembre 2024, che riguarda le sofferenze, è dovuta principalmente alle cessioni perfezionate nel mese di dicembre.

Al 31 dicembre 2024 l’esposizione netta in termini di finanziamenti clientela deteriorati del Gruppo si è attestata a 1,9 mld di euro, sostanzialmente stabile sia rispetto agli 1,9 mld di euro registrati al 30 settembre 2024 sia agli 1,8 mld di euro del 31 dicembre 2023.

Al 31 dicembre 2024 la percentuale di copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 48,5%, in flessione rispetto al 30 settembre 2024, quando era pari al 49,9%, a seguito del citato deconsolidamento dei portafogli ceduti (caratterizzati da livelli di copertura superiore alla media), avvenuto nell’ultimo trimestre dell’anno. Tale effetto riguarda, in particolare, la percentuale di copertura delle sofferenze, che passa dal 68,4% al 66,5%; in aumento, invece, la percentuale di copertura delle inadempienze probabili, che passa dal 37,7% al 38,8%, in parte condizionato da nuovi criteri di copertura (più elevati) su crediti di elevata vintage e, quella dei finanziamenti scaduti deteriorati, che passa dal 22,8% al 26,3%, determinata dai diversi livelli di copertura delle garanzie sottostanti.

Al 31 dicembre 2024 le attività in titoli del Gruppo sono risultate pari a 17,4 mld di euro, in calo rispetto al 30 settembre 2024 (-0,4 mld di euro) in relazione alle attività finanziarie detenute per la negoziazione (-0,8 mld di euro), mentre risultano in aumento le altre componenti e, in particolare, i titoli verso clientela classificati al costo ammortizzato (+0,2 mld di euro).

L’aggregato risulta in aumento rispetto al 31 dicembre 2023 (+0,2 mld di euro) soprattutto in relazione alla crescita registrata sulla componente dei titoli verso clientela classificati al costo ammortizzato (+0,2 mld di euro), parzialmente bilanciata dalla flessione della componente delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,1 mld di euro); sostanzialmente stabili le altre componenti.

Al 31 dicembre 2024, la posizione interbancaria netta del Gruppo si è attestata a 6,1 mld di euro

in impiego, superiore rispetto agli impieghi interbancari netti di 5,7 mld di euro del 30 settembre 2024 e ai 2,2 mld di euro del 31 dicembre 2023. Sulla variazione rispetto al trimestre precedente (+0,4 mld di euro) impattano in egual misura i rapporti con banche centrali (+0,2 mld di euro) e la posizione netta con banche (+0,2 mld di euro).

La variazione rispetto alla fine dell’anno precedente (+3,9 mld di euro) è principalmente riferibile all’evoluzione dei rapporti con banche centrali. Nel dettaglio, la dinamica del 2024 è stata caratterizzata da: (i) scadenze di tranche TLTRO per un importo di 5,5 mld di euro, e (ii) accesso ad aste MRO e LTRO per circa 1,0 mld di euro, a fronte di un livello depo facility sostanzialmente in linea con il fine anno precedente (-0,3 mld di euro).

Al 31 dicembre 2024 la posizione di liquidità operativa presenta un livello di counterbalancing capacity non impegnata pari a 33,0 mld di euro, superiore sia rispetto al 30 settembre 2024 (pari a 31,6 mld di euro) sia rispetto al 31 dicembre 2023 (pari a 29,8 mld di euro).

Al 31 dicembre 2024 il patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi risulta pari a 11,6 mld di euro in aumento di 384 mln di euro rispetto al 30 settembre 2024, principalmente per effetto del risultato positivo registrato nel trimestre.

Rispetto al 31 dicembre 2023 quando si attestava a 10 mld di euro, il patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi risulta in aumento di 1.670 mln di euro, principalmente per l’utile maturato nell’esercizio 2024, pari a 1.951 mln di euro, in parte bilanciato dalla distribuzione nel maggio 2024 del dividendo su utili del 2023, pari a 315 mln di euro.

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 31 dicembre 2024 il CET1 capital ratio fully loaded, si è attestato al 18,2%, includendo l’utile di esercizio e deducendo dal capitale i dividendi maturati nei primi dodici mesi assumendo un pay out ratio del 75% dell’utile ante imposte11; il total capital ratio fully loaded è risultato pari a 20,5%.

 

 

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