domenica 22 Marzo 2026

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (la “Banca”), conclusosi ieri sera sotto la presidenza dell’Avv. Nicola Maione, ha esaminato ed approvato i risultati al 31 dicembre 2025.

Mps: utile sale a 3,04 miliardi, 2,6 miliardi di dividendi

Tali risultati recepiscono gli effetti dell’acquisizione di Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. (“Mediobanca”) e delle relative controllate oggetto di primo consolidamento a partire dal 30 settembre 2025. Si specifica che, con riferimento al conto economico, il contributo del Gruppo Mediobanca decorre dalla data di acquisizione e riguarda pertanto la competenza del trimestre ottobre – dicembre 2025.

Si segnala inoltre che – data la particolarità dell’operazione – nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici di conto economico e di stato patrimoniale riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell’operazione di acquisizione.

 

 

I  risultati di conto economico di Gruppo al 31 dicembre 2025

Al 31 dicembre 2025 il Gruppo ha realizzato ricavi complessivi per 4.957 mln di euro. Escludendo l’apporto riferito al perimetro Mediobanca, pari a 883 mln di euro, i ricavi si attestano a 4.074 mln di euro e risultano in crescita rispetto all’anno precedente (+1,0%).

Al netto del contributo del Gruppo Mediobanca, sulla dinamica annuale dell’aggregato hanno influito positivamente la crescita delle commissioni nette (+8,2%, pari a 120,7 mln di euro) e quella degli altri ricavi della gestione finanziaria (+43,5%, pari a 90,0 mln di euro), compensando pienamente l’atteso rallentamento del margine di interesse (-7,4%, pari a -174,0 mln di euro), che nel corso del 2024 aveva beneficiato di tassi di interesse su livelli più elevati. Andamento positivo anche per gli altri proventi e oneri di gestione (+3,4 mln di euro).

Nel quarto trimestre 2025 il Gruppo ha generato ricavi per 1.903 mln di euro. A perimetro omogeneo l’aggregato è risultato pari a 1.020 mln di euro, in crescita del 2,0% rispetto al trimestre precedente, grazie all’aumento delle commissioni nette (+18,6 mln di euro); sostanzialmente stabili il margine di interesse (+0,4 mln di euro) e gli altri ricavi della gestione finanziaria (+0,9 mln di euro).

Il margine di interesse al 31 dicembre 2025 è risultato pari a 2.654 mln di euro. Al netto del contributo riferito al Gruppo Mediobanca (+473 mln di euro), l’aggregato si attesta a 2.182 mln di euro, che si confrontano con i 2.356 mln di euro dell’anno precedente, risentendo nei rapporti con clientela della diminuzione dei tassi di interesse da parte di BCE, nonostante la crescita dei volumi medi di impiego. Tale effetto è stato solo in parte compensato da minori interessi passivi sui titoli in circolazione (per 9,8 mln di euro); questi ultimi beneficiano del minor costo della raccolta istituzionale.

Il margine di interesse del quarto trimestre 2025, pari a 544 mln di euro al netto dell’apporto del Gruppo Mediobanca, è risultato sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente (+0,1%, pari a +0,4 mln di euro).

Le commissioni nette al 31 dicembre 2025 sono risultate pari a 1.792 mln di euro. Al netto del contributo riferito al Gruppo Mediobanca (+206 mln di euro), le commissioni nette si attestano a 1.586 mln di euro, in crescita rispetto all’anno precedente (+8,2%, pari a +120,7 mln di euro). Il positivo andamento è stato registrato sia nell’ambito delle attività di gestione/intermediazione e consulenza (+13,3%, pari a +94,7 mln di euro) sia nell’attività bancaria commerciale (+3,5%, pari a +26,0 mln di euro). In particolare, nella prima area commissionale è aumentato l’apporto delle componenti di distribuzione e gestione portafogli (+72,8 mln di euro), di intermediazione e collocamento titoli e valute (+14,9 mln di euro) e di distribuzione prodotti assicurativi (+8,5 mln di euro). Nell’area bancaria commerciale hanno agito in positivo le commissioni su finanziamenti (+20,1 mln di euro), le commissioni relative a servizio bancomat e carte di credito (+8,3 mln di euro), le commissioni su garanzie (+3,2 mln di euro) e le altre commissioni nette (+6,6 mln di euro); sono risultate in flessione, invece, le commissioni sui conti correnti (-12,3 mln di euro) a fronte di commissioni sui servizi di incasso e pagamento sostanzialmente stabili (+0,2 mln di euro).

Il risultato del quarto trimestre dell’esercizio 2025, a perimetro omogeneo, si pone in crescita rispetto al trimestre precedente (+4,9%, pari a +18,6 mln di euro), sia nel comparto dell’attività di gestione/intermediazione e consulenza (+7,0%, pari a +13,4 mln di euro) sia nel comparto dell’attività bancaria commerciale (+2,7%, pari a +5,2 mln di euro).

I dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni ammontano a 241 mln di euro. Al netto del contributo del Gruppo Mediobanca, pari a 141 mln di euro, l’aggregato risulta pari a 100 mln di euro, in aumento dell’8,1% (+7,5 mln di euro) rispetto all’anno precedente, in relazione alla maggiore contribuzione delle società assicurative. Anche il risultato del quarto trimestre, pari a 39 mln di euro, si pone in crescita rispetto al trimestre precedente (+20,2 mln di euro), in relazione, anche in questo caso, alla maggiore contribuzione delle società assicurative.

Il risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti al 31 dicembre 2025 ammonta a 238 mln di euro, 40 mln di euro dei quali riferibili al Gruppo Mediobanca. Sul perimetro omogeneo, l’aggregato registra un aumento rispetto ai valori dell’anno precedente (+82,0 mln di euro). La dinamica del quarto trimestre 2025 risulta, invece, in flessione rispetto al trimestre precedente (-19,3 mln di euro).

Al 31 dicembre 2025 gli oneri operativi sono risultati pari a 2.304 mln di euro; al netto della componente riferita al Gruppo Mediobanca l’aggregato è pari a 1.885 mln di euro, in crescita rispetto al 31 dicembre 2024 (+0,8%, pari a 15,8 mln di euro), principalmente per gli effetti del rinnovo del CCNL dei bancari sulle spese del personale, parzialmente compensati dall’efficiente gestione delle altre spese amministrative. Il contributo del quarto trimestre 2025, a perimetro omogeneo, è pari a 474 mln di euro, rispetto ai 468 mln di euro del trimestre precedente. Esaminando in dettaglio i singoli aggregati emerge quanto segue:

  • le spese per il personale ammontano a 521 mln di euro, comprensivi del contributo del Gruppo Mediobanca pari a 240 mln di euro. Sul perimetro omogeneo l’aggregato ha mostrato una crescita rispetto all’anno precedente (+4,3%), principalmente per gli oneri connessi al secondo e al terzo aumento delle retribuzioni previsti dal citato rinnovo del CCNL dei bancari (decorrenza a partire, rispettivamente, dal 1° settembre 2024 e dal 1° giugno 2025) e per maggiori accantonamenti sulla componente variabile della retribuzione, in linea con il Piano Strategico 2024-2028. Il risultato del quarto trimestre, pari a 321 mln di euro sul perimetro omogeneo, risulta sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente (+0,3%);

 

  • le altre spese amministrative ammontano a 596 mln di euro, comprensivi dell’importo di 150 mln di euro riferibile al Gruppo Mediobanca. Sul perimetro omogeneo si osserva una riduzione rispetto al 31 dicembre 2025 (-5,0%), grazie anche alla continua implementazione di un rigoroso processo di governo della spesa e alla focalizzazione sulle azioni di ottimizzazione dei costi. Il contributo del quarto trimestre 2025 è risultato pari a 113 mln di euro sul perimetro omogeneo, che si confrontano con i 109 mln di euro del trimestre precedente;

 

  • le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali ammontano a 187 mln di euro al 31 dicembre 2025. Escludendo l’apporto riferibile al Gruppo Mediobanca, l’aggregato risulta pari a 158 mln di euro, in calo rispetto all’anno precedente (-7,6%); il contributo del quarto trimestre 2025, a perimetro omogeneo, è pari a 40 mln di euro, che si confrontano con i 39 mln di euro del trimestre precedente.

Per effetto delle dinamiche sopra descritte, il risultato operativo lordo del Gruppo è pari a 2.653 mln di euro. Escludendo l’apporto riferibile al Gruppo Mediobanca, il risultato operativo lordo è pari a 2.189 mln di euro, in crescita rispetto al dato di 2.165 mln di euro dell’anno precedente. Il contributo del quarto trimestre 2025, a perimetro omogeneo, è pari a 546 mln di euro, in aumento rispetto al risultato pari a 532 mln di euro del trimestre precedente.

Al 31 dicembre 2025 il Gruppo ha contabilizzato un costo del credito clientela pari a 399 mln di euro. Al netto della componente riconducibile al Gruppo Mediobanca, pari a 70,1 mln di euro, il costo del credito clientela si attesta a 329 mln di euro e risulta in calo rispetto ai 410 mln di euro rilevati nell’anno precedente, grazie principalmente a flussi più contenuti di ingressi da bonis a crediti deteriorati. A perimetro omogeneo, il costo del credito alla clientela del quarto trimestre 2025, pari a 75 mln di euro, risulta in riduzione rispetto ai 79 mln di euro del trimestre precedente, beneficiando, in particolare, di maggiori flussi di ritorno in bonis da crediti deteriorati, di incassi sul portafoglio deteriorato e di un generale miglioramento della qualità del portafoglio performing. Si segnala, infine, che i valori delle rettifiche di valore riconducibili al Gruppo Mediobanca risentono degli effetti di adeguamento al fair value delle posizioni creditizie avvenuto nell’ambito della contabilizzazione dell’operazione di acquisizione attraverso la “Purchase Price Allocation” prevista dal principio contabile IFRS 3. Inoltre, il ripristino dell’Expected Credit Loss sui crediti in bonis del Gruppo Mediobanca per 430,6 mln di euro e su titoli valutati al costo ammortizzato per 1,2 mln di euro, i cui fondi rettificativi sono stati cancellati con il citato processo ex IFRS 3, è stato rappresentato nella voce “effetti economici netti della Purchase Price Allocation”, in quanto correlato all’acquisizione del Gruppo Mediobanca.

Al 31 dicembre 2025 il tasso di provisioning, espresso come rapporto tra il costo del credito clientela annualizzato e la somma, al netto del contributo del Gruppo Mediobanca, dei finanziamenti alla clientela e del valore dei titoli rivenienti da operazioni di cessione/cartolarizzazione di crediti non performing esprime un trend in miglioramento, attestandosi a 40 bps (42 bps al 30 settembre 2025 e 53 bps al 31 dicembre 2024).

Il risultato operativo netto del Gruppo al 31 dicembre 2025 è pari a 2.252 mln di euro. Al netto del contributo riferibile al Gruppo Mediobanca, il risultato è pari a 1.860 mln di euro e si pone in crescita del 6,4% rispetto all’anno precedente. Il contributo del quarto trimestre 2025 risulta pari a 472 mln di euro, in crescita rispetto al risultato di 453 mln di euro del trimestre precedente.

Alla formazione del risultato di esercizio concorrono anche le seguenti voci:

  • altri accantonamenti netti al fondo rischi e oneri pari a -22 mln di euro al 31 dicembre 2025. Il perimetro omogeneo, pari a -18 mln di euro, si pone in riduzione rispetto ai -68 mln di euro contabilizzati nell’anno precedente. Sul quarto trimestre 2025, a perimetro omogeneo, si registrano rilasci netti per 10 mln di euro, rispetto agli accantonamenti netti di -2 mln di euro del trimestre precedente;
  • altri utili (perdite) da partecipazioni, con un risultato nullo nei quattro trimestri del 2025, rispetto al risultato di -1 mln di euro del 31 dicembre 2024;
  • oneri di ristrutturazione/oneri una tantum pari a -28 mln di euro, che si confrontano con i -72 mln di euro del 2024. Tali oneri includono, in particolare, l’effetto dell’attualizzazione degli oneri connessi alle uscite attraverso l’esodo o l’accesso al fondo di solidarietà, l’impatto derivante dalla valutazione della controllata MP Banque secondo il principio contabile IFRS 5 ed oneri riferiti ad iniziative progettuali connesse al Piano Industriale. Il contributo del trimestre è risultato pari a -8 mln di euro, che si confrontano con i -5 mln di euro del trimestre precedente;
  • oneri operazioni straordinarie/di integrazione pari a -40 mln di euro, che includono i costi accessori dell’OPAS per la componente non imputabile a patrimonio netto ed altri oneri, afferenti a spese per il personale e a consulenze, registrati sia su Banca MPS che su Mediobanca, conseguenti all’operazione straordinaria;
  • rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari pari a -10 mln di euro (-8 mln di euro a perimetro omogeneo), contabilizzati nel quarto trimestre, relativi al FITD (Fondo Italiano Tutela Depositi) per -7,6 mln di euro e al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita per -2,3 mln di euro. Nell’esercizio precedente erano stati contabilizzati il contributo di -75 mln di euro riconosciuto al fondo di garanzia dei depositi per le banche italiane del Gruppo (DGS) e -2 mln di euro riferibili alla quota stimata dell’onere di contribuzione al fondo di garanzia assicurativa dei rami vita a carico delle società distributrici del Gruppo;
  • canone DTA pari a -57 mln di euro, che si confronta con i -61 mln di euro registrati nell’anno precedente; il contributo del quarto trimestre 2025, pari a -14 mln di euro, risulta in linea con il trimestre precedente. L’importo, determinato secondo i criteri del DL 59/2016 convertito in Legge n. 119 del 30 giugno 2016, rappresenta il canone di competenza al 31 dicembre 2025 sulle DTA (deferred tax assets) trasformabili in credito di imposta;
  • risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali pari a -24 mln di euro, comprensivi della quota riferibile al Gruppo Mediobanca pari a -1 mln di euro. Il risultato sul perimetro omogeneo, pari a -22 mln di euro rilevati principalmente nel quarto trimestre, è conseguente all’aggiornamento semestrale delle valutazioni immobiliari e si confronta con i -27 mln di euro dell’anno precedente;
  • utili (perdite) da cessione di investimenti, pari a +5 mln di euro, contabilizzati nel quarto trimestre 2025 e che si confrontano con i +4 mln di euro dell’anno precedente.

Per effetto delle dinamiche sopra evidenziate, l’utile di esercizio al lordo delle imposte del Gruppo è pari a 2.076 mln di euro. Al netto del contributo riferibile al Gruppo Mediobanca, l’utile di esercizio a lordo delle imposte risulta pari a 1.700 mln di euro, in crescita del 17,7% rispetto al dato di 1.445 mln di euro registrato nel 2024. Il risultato del quarto trimestre 2025, a perimetro omogeneo, è pari a 412 mln di euro e si confronta con i 431 mln di euro registrati nel trimestre precedente.

Le imposte sul reddito di esercizio registrano un contributo positivo pari a 961 mln di euro. Al netto dell’apporto riferibile al Gruppo Mediobanca (pari a -88 mln di euro), il contributo al 31 dicembre 2025 risulta pari a +1.049 mln di euro, che si confrontano con i +506 mln di euro del 2024. La variazione è imputabile principalmente all’integrale rivalutazione delle DTA precedentemente non iscritte in bilancio, determinata dall’incremento delle prospettive reddituali a seguito dell’acquisizione del Gruppo Mediobanca, al netto della fiscalità relativa al risultato economico dell’esercizio.

A seguito delle dinamiche sopra descritte l’utile di esercizio di pertinenza della Capogruppo ante PPA ammonta a 3.036 mln di euro al 31 dicembre 2025. Al netto del contributo riferibile al Gruppo Mediobanca (pari a +286 mln di euro), l’utile di esercizio di pertinenza della Capogruppo ante PPA ammonta a 2.750 mln di euro, in crescita rispetto all’utile di 1.951 mln di euro dell’esercizio precedente.

Includendo gli effetti netti della Purchase Price Allocation, pari a -321 mln di euro, l’utile di esercizio di pertinenza della Capogruppo ammonta a 2.716 mln di euro. L’utile del quarto trimestre 2025, a perimetro omogeneo, è pari a 1.384 mln di euro che si confronta con i 474 mln di euro del trimestre precedente.

 

 

Gli aggregati patrimoniali di Gruppo al 31 dicembre 2025

I commenti alla dinamica annuale sono riferiti alle componenti patrimoniali al netto dei dati del Gruppo Mediobanca, per consentire un raffronto omogeneo, mentre la dinamica trimestrale rispetto al 30 settembre 2025, già comprensivo dei saldi riferibili al Gruppo Mediobanca, viene rappresentata sul nuovo perimetro.

Al 31 dicembre 2025 i volumi di raccolta complessiva del Gruppo, comprensiva dell’apporto riferibile al Gruppo Mediobanca, sono risultati pari a 361 mld di euro, in aumento di 3,4 mld di euro rispetto al 30 settembre 2025 sullo stesso perimetro, sia sulla raccolta diretta che sulla raccolta indiretta.

Al netto del contributo del Gruppo Mediobanca (pari a 153,8 mld di euro), l’aggregato risulta pari a 207 mld di euro, ponendosi in aumento anche rispetto al 31 dicembre 2024 (+10,0 mld di euro) grazie alla crescita, anche in questo caso, sia della raccolta diretta (+3,6 mld di euro) sia della raccolta indiretta (+6,4 mld di euro).

La raccolta commerciale totale[1] inclusiva dei depositi a clientela e della raccolta indiretta, a perimetro omogeneo, pari a 178 mld di euro, risulta in crescita rispetto a dicembre 2024 (+6,5%) ed aumenta di +3,8 mld di euro (+2,2%) rispetto a settembre 2025.

I volumi di raccolta diretta del Gruppo, comprensivi dell’apporto riferibile al Gruppo Mediobanca, ammontano a 166,3 mld di euro, con un incremento di 1,1 mld di euro rispetto al 30 settembre 2025. La crescita ha riguardato principalmente i conti correnti (+1,5 mld di euro) e le obbligazioni (+1,2 mld di euro), mentre sono risultati in flessione i PCT (-1,1 mld di euro) e, in misura minore, i depositi a scadenza (-0,3 mld di euro) e le altre forme di raccolta diretta (-0,1 mld di euro).

L’aggregato, al netto dell’apporto del Gruppo Mediobanca (pari 68,8 mld di euro), risulta in aumento anche rispetto al 31 dicembre 2024 (+3,6 mld di euro). La crescita interessa i conti correnti (+3,6 mld di euro) e le obbligazioni (+1,0 mld di euro), mentre sono risultati in flessione i PCT (-1,0 mld di euro) e, in misura minore, i depositi a scadenza (-0,2 mld di euro); sostanzialmente stabili le altre forme di raccolta diretta.

La raccolta diretta commerciale[2] al netto dell’apporto del Gruppo Mediobanca, si è attestata a 77,8 mld di euro, in aumento sia rispetto a settembre 2025 (+1,0 mld di euro), sia rispetto a dicembre 2024 (+3,4 mld di euro).

Al 31 dicembre 2025 la raccolta indiretta del Gruppo ammonta a 194,6 mld di euro, comprensivi dell’apporto riferibile al Gruppo Mediobanca, in crescita di 2,3 mld di euro rispetto al 30 settembre 2025 a perimetro omogeneo, con un incremento sia sul risparmio gestito (+2,0 mld di euro) sia sul risparmio amministrato (+0,3 mld di euro); la positiva dinamica è da ricondurre a flussi netti ed effetto mercato positivi.

Al netto del contributo del Gruppo Mediobanca (pari a 85,0 mld di euro), l’aggregato risulta pari a 109,6 mld di euro, in aumento di 6,4 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2024, sia per l’aumento del risparmio gestito (+3,4 mld di euro), sia dal risparmio amministrato (+3,0 mld di euro). Entrambe le componenti beneficiano, anche in questo caso, di effetto mercato e flussi netti positivi.

La raccolta indiretta commerciale[3] al netto del contributo del Gruppo Mediobanca, si è attestata a 100,3 mld di euro, in aumento dell’8,0% rispetto al 31 dicembre 2024, a seguito della crescita sia del risparmio amministrato sia del risparmio gestito; l’aggregato risulta in crescita del +2,9% rispetto al 30 settembre 2025.

Al 31 dicembre 2025 i finanziamenti clientela del Gruppo, comprensivi dell’apporto di Mediobanca, ammontano a 142,8 mld di euro, in aumento rispetto al 30 settembre 2025 (+2,2 mld di euro). La crescita dei mutui (+2,7 mld di euro) e degli altri finanziamenti (+2,3 mld di euro) è stata solo parzialmente compensata dalla flessione dei PCT (-2,1 mld di euro), dei conti correnti (-0,6 mld di euro) e dei crediti deteriorati (-0,2 mld di euro).

Al netto del contributo del Gruppo Mediobanca (pari a 61,3 mld di euro), l’aggregato risulta pari a 81,5 mld di euro, in crescita di 4,2 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2024, principalmente per effetto dello sviluppo dei mutui (+4,0 mld di euro). Si pongono in aumento anche gli altri finanziamenti

 

(+0,4 mld di euro) e i PCT (+0,2 mld di euro), mentre calano i conti correnti (-0,1 mld di euro) e i crediti deteriorati (-0,3 mld di euro).

Gli impieghi performing[4] al netto del contributo del Gruppo Mediobanca, risultano pari a 72,7 mld di euro, in crescita sia rispetto al 30 settembre 2025 (+1,1 mld di euro), sia rispetto a dicembre 2024 (+4,3 mld di euro).

Il totale finanziamenti clientela deteriorati del Gruppo al 31 dicembre 2025 è risultato pari a 4,2 mld di euro (comprensivi di 1,0 mld di euro relativi al Gruppo Mediobanca), con trend in calo rispetto al 30 settembre 2025 (pari a 4,4 mld di euro). Considerando gli effetti delle cessioni di crediti deteriorati del valore lordo di 0,2 mld di euro, recentemente finalizzate, il totale finanziamenti clientela deteriorati, al netto dell’apporto relativo al Gruppo Mediobanca, risulta pari a 2,9 mld di euro.

Al 31 dicembre 2025 l’esposizione netta in termini di finanziamenti clientela deteriorati del Gruppo è risultata pari a 2,0 mld di euro, in flessione rispetto ai 2,1 mld di euro del 30 settembre 2025. Al netto degli 0,4 mld di euro relativi al Gruppo Mediobanca, l’esposizione netta in termini di finanziamenti clientela deteriorati si è attestata a 1,6 mld di euro, in flessione sul perimetro omogeneo rispetto al 31 dicembre 2024 (pari a 1,9 mld di euro); includendo anche gli effetti delle cessioni sopra riportate, l’esposizione netta dei finanziamenti clientela deteriorati, ammonta a circa 1,5 mld di euro.

Al 31 dicembre 2025 la percentuale di copertura dei crediti deteriorati (comprensivi del contributo del Gruppo Mediobanca) si è attestata al 53,8%, in crescita sullo stesso perimetro rispetto al valore registrato al 30 settembre 2025 (pari al 51,6%). In particolare, la percentuale di copertura delle sofferenze passa dal 65,2% al 65,3%, quella delle inadempienze probabili dal 44,9% al 47,4%, quella dei finanziamenti scaduti deteriorati dal 53,9% al 58,2%.

Sul perimetro al netto del gruppo acquisito, la percentuale di copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 49,7%, rispetto al 48,5% al 31 dicembre 2024. A livello di singoli stati amministrativi, risultano in crescita le percentuali di copertura delle inadempienze probabili (il cui coverage passa dal 38,8% al 42,7%) e dei finanziamenti scaduti deteriorati (che passa dal 26,3% al 28,3%); in riduzione, invece, la percentuale di copertura delle sofferenze (il cui coverage passa dal 66,5% al 63,1%). Considerando gli effetti delle cessioni sopra citate, la percentuale di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 49,3%.

Al 31 dicembre 2025 le attività in titoli del Gruppo comprensive del contributo del Gruppo Mediobanca, sono risultate pari a 46,5 mld di euro, in crescita del 4,4% (pari a +1,9 mld di euro) rispetto al 30 settembre 2025, grazie alla crescita dei titoli verso clientela al costo ammortizzato (+0,8 mld di euro), delle attività finanziarie detenute per la negoziazione (+0,8 mld di euro) e delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (+0,4 mld di euro). Risultano sostanzialmente stabili le altre componenti.

Escludendo l’apporto del Gruppo Mediobanca (pari a 28,1 mld di euro) l’aggregato ammonta a 18,5 mld di euro, in crescita del 5,9% (pari a +1,0 mld di euro) rispetto al fine anno precedente. La crescita registrata sulle attività finanziarie detenute per la negoziazione (+1,4 mld di euro) e sui crediti verso banche al costo ammortizzato (+0,2 mld di euro) è stata in parte bilanciata dalla flessione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,5 mld di euro). Risultano sostanzialmente stabili le altre componenti.

 

Le passività finanziarie di negoziazione per cassa si attestano al 31 dicembre 2025 a 6,2 mld di euro, comprensivi dell’apporto del Gruppo Mediobanca, che si confrontano con i 6,9 mld di euro al 30 settembre 2025. Al netto contributo del gruppo acquisito (pari a 4,8 mld di euro), l’aggregato risulta pari a 1,4 mld di euro, in calo di 0,2 mld di euro rispetto al valore registrato al 31 dicembre 2024.

Al 31 dicembre 2025, la posizione interbancaria netta del Gruppo, comprensiva dell’apporto del Gruppo Mediobanca, si è attestata a 3,4 mld di euro in raccolta, che si confronta con la posizione interbancaria netta di 0,9 mld di euro in raccolta del 30 settembre 2025; sulla dinamica incide principalmente la crescita dei finanziamenti passivi verso banche (+2,0 mld di euro). Escludendo il contributo del gruppo acquisito (pari a 7,7 mld di euro in raccolta) l’aggregato risulta pari a 4,3 mld in impiego, rispetto agli impieghi interbancari netti di 6,1 mld di euro al 31 dicembre 2024. Sulla variazione rispetto alla fine dell’anno precedente (-1,8 mld di euro) influiscono principalmente: (i) nei rapporti con banche, l’aumento della raccolta e la riduzione degli impieghi, (ii) nei rapporti con banche centrali, l’aumento del saldo netto impiegato in depo facility.

Al 31 dicembre 2025 la posizione di liquidità operativa presenta un livello di counterbalancing capacity non impegnata pari a 53,8 mld di euro, comprensivi dell’apporto del Gruppo Mediobanca, che si confrontano con i 53,3 mld di euro del 30 settembre 2025 sullo stesso perimetro. Escludendo il contributo di 20,3 mld di euro relativo al gruppo acquisito, la counterbalancing capacity a pronti risulta pari a 33,5 mld di euro, rispetto ai 33,0 mld di euro al 31 dicembre 2024.

Al 31 dicembre 2025 il patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi risulta pari a 30,2 mld di euro, rispetto ai 29,1 mld di euro al 30 settembre 2025 e agli 11,6 mld di euro al 31 dicembre 2024. L’incremento rispetto al trimestre precedente è dovuto principalmente all’utile conseguito nel quarto trimestre, mentre nel confronto con il fine anno precedente incidono, oltre all’utile di esercizio ed il pagamento del dividendo avvenuto nel mese di maggio 2025, anche gli effetti della complessiva operazione di acquisizione del Gruppo Mediobanca che ha determinato la rilevazione di (i) un importo di 14,8 mld di euro (al netto degli oneri accessori e dei relativi effetti fiscali) riferito all’aumento di capitale al servizio dell’OPAS di cui: 10,5 mld di euro imputati a capitale, 3,2 mld di euro alla riserva sovrapprezzi di emissione e 1,1 mld di euro alle altre riserve, e ii) un importo di 2,3 mld di euro riferito all’iscrizione delle quote di interessenze di terzi.

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 31 dicembre 2025 il Common Equity Tier 1 Ratio si è attestato a 16,2% (rispetto al 17,0% del 30 settembre 2025 e al 18,3% del 31 dicembre 2024), e il Total Capital Ratio è risultato pari a 18,4% (rispetto al 19,4% del 30 settembre 2025 e al 20,6% del 31 dicembre 2024). Al 31 dicembre 2025 il CET1 non include gli utili di esercizio.

Infine, il Consiglio di Amministrazione comunica che, in linea con quanto già indicato nel contesto dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria su Mediobanca e in coerenza con gli obiettivi dell’OPAS, gli impegni assunti e le prescrizioni ricevute nell’ambito del procedimento autorizzativo con l’Autorità di Vigilanza, hanno registrato un’accelerazione le attività finalizzate alla piena integrazione tra i due istituti bancari per il massimo sviluppo delle sinergie industriali annunciate con l’operazione.

In tale quadro, verrà definita la struttura del Gruppo, pienamente allineata al razionale industriale dell’Offerta e orientata alla massimizzazione della creazione di valore, mediante la valorizzazione delle competenze distintive e delle risorse professionali in un modello operativo specializzato, con Mediobanca quale legal entity focalizzata sulle attività di corporate & investment banking e private banking di alta fascia.

Le linee guida della riorganizzazione societaria verranno finalizzate nelle prossime settimane, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione definitiva del Piano di Integrazione entro il 26 febbraio, in conformità alle prescrizioni regolamentari connesse all’autorizzazione della Banca Centrale Europea nell’ambito dell’OPAS.

BMPS ha, inoltre, condiviso con Mediobanca le tempistiche e le iniziative preparatorie necessarie alla definizione del suddetto Piano, nel rispetto della disciplina sulle operazioni con parti correlate e degli obblighi di legge.

 

 

HIGHLIGHTS

UTILE NETTO DELL’ANNO DI MPS PARI A EURO 2.750 MILIONI, IN CRESCITA DEL 17,7% A/A

AL NETTO DEGLI EFFETTI POSITIVI DELLE IMPOSTE IN ENTRAMBI I PERIODI; UTILE NETTO PARI A EURO 1.384 MILIONI NEL QUARTO TRIMESTRE

 

UTILE NETTO DI GRUPPO, AL LORDO DEGLI EFFETTI ECONOMICI DELL’ALLOCAZIONE DEL

PREZZO DI ACQUISTO, PARI A EURO 3.036 MILIONI [1], INCLUSIVO DEI RISULTATI DEL QUARTO TRIMESTRE DI MEDIOBANCA E DEGLI EFFETTI POSITIVI DELLE IMPOSTE

 

ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, ANCHE DOPO LA CONTABILIZZAZIONE DEGLI EFFETTI

DELL’ACQUISIZIONE: CET1 RATIO FULLY LOADED AL 16,2%, CON UN AMPIO BUFFER DI CAPITALE RISPETTO AI REQUISITI REGOLAMENTARI (CIRCA 720 PUNTI BASE) 

 

VOLUMI DI GRUPPO DA PLAYER LEADER NEI SERVIZI A FAMIGLIE E IMPRESE: –     RACCOLTA TOTALE PARI A EURO 361 MILIARDI –            IMPIEGHI PARI A EURO 143 MILIARDI

 

 

SOLIDA POSIZIONE DI LIQUIDITA’ CON COUNTERBALANCING CAPACITY NON IMPEGNATA

PARI A CIRCA EURO 53,8 MILIARDI, LCR AL 167% E NSFR AL 121%

*******************

RISULTATI DI MPS[2]:

 

IL RAFFORZAMENTO E LA QUALITA’ DELLA PERFORMANCE OPERATIVA, CON LA CRESCITA

DEI VOLUMI E DELLE COMMISSIONI SOSTENUTE DALLA FORTE SPINTA COMMERCIALE, GUIDANO LO SVILUPPO DEL BUSINESS

 

 RISULTATO OPERATIVO NETTO DELL’ANNO IN CRESCITA A EURO 1.860 MILIONI (+6,4% A/A) GRAZIE ALLA QUALITA’ DI RICAVI (+1,0% A/A) SOSTENUTI DALLE COMMISSIONI

(+8,2% A/A), CON UN FORTE CONTRIBUTO DELLA COMPONENTE DI WEALTH MANAGEMENT E ADVISORY (+13,3% A/A); 

RISULTATO OPERATIVO NETTO DEL QUARTO TRIMESTRE PARI A EURO 472 MILIONI, IN

CRESCITA DI OLTRE IL 15% A/A E IN ACCELERAZIONE NEL QUARTO TRIMESTRE (+4,2% T/T),

GRAZIE ALL’OTTIMA PERFORMANCE DELLE COMMISSIONI (+4,9% T/T) E ALLA STABILIZZAZIONE DEL MARGINE DI INTERESSE

 

EFFICACE GESTIONE DEI COSTI OPERATIVI (+0,8% A/A), CON UNA SIGNIFICATIVA RIDUZIONE DEI COSTI NON-HR (-5,7% A/A); COST/INCOME STABILE AL 46% 

PROSEGUITA LA SOLIDA PERFORMANCE COMMERCIALE IN TUTTI I SETTORI CHIAVE:

RACCOLTA TOTALE[3] A EURO 178 MILIARDI, IN CRESCITA DI CIRCA EURO 11 MILIARDI A/A

GRAZIE AL BUON ANDAMENTO DI TUTTE LE COMPONENTI, CON LA PARTE GESTITA

SUPPORTATA DA UNA CRESCITA A DOPPIA CIFRA DEI FLUSSI LORDI DI WEALTH MANAGEMENT (+17% A/A)  

 

IN AUMENTO I VOLUMI DEGLI IMPIEGHI PERFORMING[4]  A EURO 66 MILIARDI (+6,2% A/A)

CON UNA SIGNIFICATIVA ACCELERAZIONE NELL’EROGAZIONE DI MUTUI IPOTECARI AI PRIVATI (+83% A/A) E NEL CREDITO AL CONSUMO (+14% A/A)

 

COSTO DEL RISCHIO DELL’ANNO A 40 PUNTI BASE, IN LINEA CON LA GUIDANCE E IN RIDUZIONE RISPETTO AI 53 PUNTI BASE DEL 2024

 

 

 

IN MIGLIORAMENTO LA QUALITA’ DEL CREDITO:     

  • STOCK DEI CREDITI DETERIORATI A 2,9 MILIARDI[5] DI EURO, IN RIDUZIONE DI OLTRE EURO 0,7 MILIARDI A/A, CON COMPONENTE GARANTITA PARI A CIRCA 70%
  • NPE RATIO LORDO AL 3,5% (IN RIDUZIONE DI 1 PUNTO PERCENTUALE RISPETTO AL

2024) E NPE RATIO NETTO A 1,8% 

  • COPERTURA COMPLESSIVA AL 49,3% IN CRESCITA DI OLTRE 80 PUNTI BASE RISPETTO A DICEMBRE 2024

 

 

 

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