Nel terzo quadrimestre 2022, secondoย il 49,3% di agenti immobiliari Fimaaย โ Federazione italiana mediatori agenti dโaffari, aderente a Confcommercio-Imprese per lโItalia โ intervistati, il mercato della compravendita abitativa si caratterizza per laย stabilizzazioneย dellaย domanda per acquisto, conย variazioni percentuali congiunturali del numero di scambi sugli stessi livelli del II quadrimestre 2022ย (giudizi espressi dal 42,9% del panel). Ciรฒ porterebbe ilย numero di scambi di abitazioni per il 2022 a 790 milaย (+5,4%). I prezzi medi di vendita sono cresciuti della stessa percentuale del periodo precedente (+3,0%, dati Istat) secondo il 56,6% degli intervistati. (Tav. 1).
Casa, indagine Fimaa-Confcommercio: nel 2022 compravendite in aumento del 5,4% rispetto al 2021
ร la fotografia del sentiment del mercato immobiliare residenziale, riferito al consuntivo del terzo quadrimestre 2022 e previsioni per il primo quadrimestre 2023, realizzato dallโUfficio studi Fimaaย โ coordinato da Andrea Oliva โ che evidenzia un mercato ancora forte nei fondamentali, con percentuali di crescita โpiรน limitateโ.ย Si evidenzia unโofferta di abitazioni poste in vendita in riduzione secondo il 71,2% di operatori interpellati.
Le risposte sullโindagine, fornite dai rilevatoriย Fimaaย (attraverso un questionario online, con metodologia Cawi) hanno riguardato le cittร e le province di:ย Ancona, Asti, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Catania, Chieti, Cremona, Cuneo, Enna, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlรฌ-Cesena, Genova, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Mantova, Matera, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Napoli, Novara, Olbia-Tempio, Oristano, Padova, Pavia, Perugia, Pesaro e Urbino, Piacenza, Pordenone, Ragusa, Ravenna, Roma, Sassari, Savona, Taranto, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Verona, Viterboย permettendo di tracciare un significativo quadro congiunturale dellโattuale momento di mercato e dei prossimi 4 mesi.
Secondo i giudizi espressi,ย lโappartamento piรน richiesto del 2022ย รจย indipendenteย (76,6%), localizzato inย periferiaย oย hinterlandย delle cittร (40,3%), inย classe energetica medio-altaย (40,5%),ย ristrutturatoย (36,6%),ย con terrazzo o balconeย (53,8%). In questi ultimi due anni appare si sia consolidata infatti la richiesta di una classe energetica alta: B, C o D รจ lโipotesi prescelta dal 40,5% del campione.
In media, il terrazzo o balcone รจ preferito nel 53,8% di richieste, diventano il 60,8% nel Nord e sono sorpassate dal giardino o cortile privato nelle regioni centrali o meridionali e insulari (50,7% e 51,9% rispettivamente). La tipologia di riscaldamento piรน richiesto รจ quello autonomo (98,9% di preferenze), probabilmente a causa dellโinnalzamento del costo dellโenergia si desidera un migliore controllo dei costi. (Tav. 2).
Previsioni.ย Per ilย primo quadrimestre del 2023ย sulle variazioni del numero di compravendite emerge unย minore ottimismo rispetto al passato, con un incremento dei giudizi di diminuzione che diventano la modalitร piรน scelta dagli operatori (61,8%). Per le variazioni dei prezzi il 55,3% degli agenti immobiliari Fimaa ipotizza una variazione analoga a quella dellโultimo quadrimestre 2022:ย +3,1% nel I trimestre 2023. (Tav. 2).
Fattori che influenzeranno il mercato nel primo quadrimestre 2023. Incremento dei tassi suiย mutui,ย inflazione,ย situazione economicaย generale,ย rincariย delle materie prime,ย agevolazioniย per i giovani,ย scarsitร di offerta. (Fig. 6).
Il mercato della locazione.ย Nel terzo quadrimestre del 2022, a giudizio di quasi lโ80% di operatori interpellati, laย domandaย si รจ ulteriormenteย rafforzata; per quasi la stessa quota (73,4%)ย lโofferta รจ diminuita. Di conseguenza, la maggior parte del campione di agenti immobiliari interpellati (42,5%) riferisce una variazione del numero di contratti di locazione analoga a quella fatta registrare nel secondo quadrimestre dellโanno. Per i canoni di locazione il 51,4% degli interpellati riferisce un incremento percentuale maggiore rispetto a quello del quadrimestre precedente. Per i primi 4 mesi del 2023 il 49,2% del panel prevede una variazione del numero di contratti di affitto sugli stessi livelli di quelli dellโultima parte del 2022, cosรฌ come evidenzia il 55,7% per i canoni di locazione. (Tav. 3).
Andrea Oliva, coordinatore Ufficio studi Fimaa: โDallo studio emerge che la periferia e lโhinterland restano le zone preferite dagli italiani per lโacquisto. Seguite dalle zone centrali e dalle piccole cittร non capoluogo di provincia. Gli immobili indipendenti (ville o villette) sono i piรน richiesti, soprattutto nel Sud e nelle Isole. Nel centro Italia le preferenze maggiori sono espresse per le zone centrali o semicentrali delle cittร . Negli ultimi due anni, inoltre, si รจ consolidata la domanda per una classe energetica alta: B, C o D seguita dalla classe Aโ.
Santino Taverna, presidente nazionale Fimaa:ย โNel primo quadrimestre del 2023 le rilevazioni evidenziano una possibile riduzione delle compravendite con valori stabili, rispetto al quadrimestre precedente. Nonostante la particolare congiuntura economica che stiamo vivendo, caratterizzata dalla destabilizzazione internazionale per il conflitto russo-ucraino, dallโaumento dellโinflazione e dei tassi dei mutui, il mattone si conferma un bene rifugio. Lโinflazione, in particolar modo, rappresenta un fattore bifronte per il mercato immobiliare perchรฉ da un lato invoglia ad investire i risparmi in modo sicuro con lโacquisto immobiliare e dallโaltro erode il potere di acquisto delle famiglie. Inoltre, dallo studio Fimaa emerge come la domanda sia rivolta verso immobili efficientati energeticamente. In tal senso la necessitร di una migliore gestione dei costi dellโenergia si accompagna con quella riguardante la tenuta del valore delle case, che potrebbe risentire dellโattuale direttiva europea sulla prestazione energetica, con lโobbligo per tutti gli immobili residenziali di raggiungere classi energetiche elevate. Per ridurre lโimpatto ambientale degli edifici serve piรน gradualitร tenendo conto degli aspetti architettonici degli immobili del nostro Paese. Si deve scongiurare il rischio di eventuali svalutazioni che potrebbero investire la maggior parte degli immobili italiani tuttora in classe G ed F”.
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