giovedรฌ 3 Aprile 2025

Cala il sipario sulle cessioni dei crediti, sugli sconti in fattura e il bilancio sul Superbonus รจ in chiaro-scuro. A fronte di 372.303 asseverazioni depositate entro il 31 gennaio scorso, lo Stato, con il cosiddetto 110 per cento, dovrร  farsi carico di una spesa di 71,7 miliardi di euro.

Superbonus, CGIA: spesi 71,7 miliardi per riqualificare il 3,1% degli edifici residenziali del Paese

Ricordando che in Italia sono presenti quasi 12,2 milioni di edifici residenziali2 , lโ€™Ufficio studi della CGIA ha ipotizzato che, fino ad ora, questa misura abbia interessato solo il 3,1 per cento del totale degli immobili ad uso abitativo (vedi Tab. 1). In altre parole, avendo dato la possibilitร  ai proprietari di riqualificare queste unitร  abitative con la detrazione fiscale del 110 per cento, lo Stato si รจ addossato un costo pari a 72,7 miliardi di euro per migliorare lโ€™efficienza energetica di una quota ridottissima di edifici presenti nel Paese.

 

Non va โ€œbocciatoโ€ e va trovata una soluzione per i crediti incagliati

Sia chiaro: il Superbonus non va โ€œbocciatoโ€ perchรฉ ha sicuramente contribuito a incentivare la ripresa economica di un settore, come quello dellโ€™edilizia, che nel nostro Paese ha un peso specifico importante. Tuttavia, questa misura ha provocato un costo in capo alla fiscalitร  generale spaventoso e non proporzionale al numero di edifici che sono stati โ€œefficientatiโ€. Ora, dopo la cancellazione degli sconti in fattura e delle cessioni del credito, il proprietario di un immobile residenziale potrร  beneficiare della detrazione del 90 per cento (e non piรน del 110), compensando lo sconto solo in sede di dichiarazione dei redditi. Eโ€™ evidente che lโ€™appetibilitร  dello strumento รจ destinata a scemare. Tuttavia, la cosa piรน preoccupante รจ che con il decreto del governo approvato lโ€™altro ieri non รจ stata trovata una soluzione per le tante aziende e famiglie che sono in possesso di una massa di crediti fiscali importanti e non piรน esigibili. Una situazione che nel giro di qualche mese rischia di far fallire molte aziende del settore delle costruzioni.

 

Prezzi dei materiali alle stelle

La convinzione di aver speso troppo e di aver โ€œdrogatoโ€ anche il mercato edilizio รจ comunque molto elevata. Ricordiamo che questo meccanismo, che consentiva di detrarre fiscalmente molto piรน di quanto un proprietario era chiamato a spendere per ristrutturare un edificio, ha innescato una bolla inflattiva preoccupante, alimentata anche dal forte aumento dei prezzi registrato nel 2022 da tutte le materie prime. A fronte di un boom della domanda che, tra lโ€™altro, per legge doveva essere soddisfatta entro un determinato periodo di tempo, il Superbonus 110 per cento ha contribuito a far schizzare allโ€™insรน i prezzi di moltissimi materiali (ferro, acciaio, legno, sabbia, laterizi, bitume, cemento, etc.) e altri per molto tempo sono pressocchรฉ scomparsi dal mercato (lana di roccia, polistirene, ponteggi, etc.).

 

Il Veneto ha guidato la corsa al 110%

A livello regionale รจ il Veneto ad aver registrato il ricorso piรน numeroso al Superbonus 110 per cento in relazione agli edifici residenziali esistenti. Con 46.447 asseverazioni, lโ€™incidenza percentuale di queste ultime sul numero degli edifici residenziali esistenti รจ pari al 4,4 per cento, in Toscana scende al 4 per cento e in Lombardia al 3,9. Le regioni meno coinvolte, invece, sono la Calabria, Valle dโ€™Aosta e Liguria (tutte con unโ€™incidenza del 2 per cento), insieme alla Sicilia che chiude la graduatoria con lโ€™1,7 per cento. A livello nazionale, infine, lโ€™importo medio delle detrazioni a fine lavori previsto รจ pari a 192.756 euro per edificio residenziale. I picchi massimi li scorgiamo in Campania (247.337 euro), Basilicata (254.090 euro) e Valle dโ€™Aosta (267.698 euro). Chiudono la graduatoria, invece, Friuli Venezia Giulia (152.056 euro), Toscana (151.206) e Veneto (150.906 euro) (vedi Tab. 2).

 

Nota: valori medi (192.756 euro di detrazione in Italia) che comprendono tutti gli immobili ovvero condomini, per i quali lโ€™importo medio รจ piรน elevato (in Italia 654 mila euro come detrazione e 595 mila euro come investimento), edifici unifamiliari (in Italia 125 mila euro come detrazione e 114 mila euro come investimento) e unitร  immobiliari funzionalmente indipendenti (in Italia 107 mila euro come detrazione e 97 mila euro come investimento). Per edificio unifamiliare si intende un’unica unitร  immobiliare di proprietร  esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o piรน accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare. Si intendono invece funzionalmente indipendenti le unitร  immobiliari (con uno o piรน accessi autonomi dallโ€™esterno) site allโ€™interno di edifici plurifamiliari ma dotate di almeno 3 impianti di proprietร  esclusiva tra quelli per lโ€™acqua, per il gas, per lโ€™energia elettrica e per il riscaldamento.

 

 

 

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