Le quotazioni dell’oro continuano a mantenersi oltre la soglia psicologica dei 5.000 dollari l’oncia, mentre gli investitori restano concentrati sulle prossime decisioni delle principali banche centrali e sugli sviluppi del conflitto in Iran. Il metallo prezioso con consegna immediata viene scambiato intorno a 5.009 dollari l’oncia, con una variazione contenuta pari a +0,08%.
Oro stabile sopra i 5.000 dollari. Prezzi del petrolio sotto pressione, gas europeo in ribasso
Sul fronte energetico, invece, il petrolio registra un arretramento significativo in seguito all’accordo tra Iraq e la regione autonoma del Kurdistan per il riavvio dell’oleodotto che attraversa la Turchia, riducendo così il rischio di interruzioni legate alle tensioni nello stretto di Hormuz. Il Wti statunitense perde il 3,3%, mentre il Brent scende del 2%, tornando sotto la soglia dei 101 dollari al barile.
L’intesa potrebbe contribuire solo in parte a riequilibrare l’offerta globale. La produzione irachena, uno dei pilastri dell’Opec, è infatti crollata di circa un terzo, attestandosi a 1,4 milioni di barili al giorno, secondo le stime riportate da Bloomberg.
In calo anche il prezzo del gas europeo: ad Amsterdam i contratti future sul Ttf, riferimento per il mercato continentale, cedono l’1,4% fino a 50,84 euro per megawattora.