mercoledì 7 Gennaio 2026

Nel corso del 2024 sono state aperte 498.361 nuove partite Iva, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2023. Pubblicata sul sito del dipartimento delle Finanze la consueta sintesi dell’Osservatorio con le informazioni suddivise per natura giuridica, territorio, settore produttivo e dati anagrafici. A guidare la classifica, per le attività, sempre il comparto del commercio. Lo comunica FiscoOggi, rivista online dell’Agenzia delle Entrate.

Partite Iva, nel 2024 aperte 498.361 nuove posizioni fiscali (+1,3%)

Giuridicamente”, le maggiori aperture si registrano dalle persone fisiche con un 67,8 per cento. Alle società di capitali va, invece, il 24,5%, il 32,2% alle società di persone e il 4,5% ai “non residenti” e alle “forme giuridiche”. Rispetto al 2023, l’incremento degli avviamenti ha riguardato soprattutto i “non residenti e le altre forme giuridiche” (+14,3%), le società di capitali (+8,6%) e le società di persone (+4,6%), mentre si regista una diminuzione degli avviamenti per le persone fisiche (-2,0%).

Territorialmente”, la parte più consistente di nuove partite Iva è localizzata al Nord (47,8%). Al Centro si conta il 21,7%, mentre al Sud e nelle Isole è concentrato il 30,2 per cento. Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente si osserva una generale che circa la metà delle Regioni mostra un aumento degli avviamenti: i più consistenti, in termini percentuali, si registrano in Basilicata (+6,5%), Lazio (+5,4%) e Toscana (+4,1%). Tra i territori in cui invece si registra un calo delle nuove aperture rispetto al 2023 emerge la Valle d’Aosta (-12,2%), seguita dal Molise (-7,2%) e dalla Calabria (-4,0%).

Settorialmente”, vince come sempre il comparto del commercio, che si piazza al primo posto per numero di aperture (il 18,5% del totale), seguito dalle attività professionali (17,1%) e dal settore dell’edilizia (10,3%). Le variazioni più significative rispetto all’anno precedente riguardano il settore dei servizi residuali (+6,9%), il comparto delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+3,5%), delle attività artistiche e di intrattenimento (+3,4%), delle attività professionali (-3,3%), il settore delle attività di noleggio e servizi di supporto alle imprese (+3,1%) e il settore del commercio (+2,7%).

Demograficamente” rimane costante la preponderanza della quota maschile (60,4%), si tratta però della parte più giovane. In sostanza, circa la metà delle nuove partite Iva è stata aperta da persone di sesso maschile di età inferiore o pari a 35 anni, poco più di un terzo del dato va, invece, alla classe 36-50 anni. Il confronto con l’anno precedente evidenzia un moderato decremento delle nuove aperture per quasi tutte le classi di età, a eccezione di quella 51-65 anni, che invece fa registrare un lieve incremento (+1,2%). Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, i dati evidenziano che il 21,3% delle nuove aperture di partite Iva è operato da un nato all’estero, con un lieve incremento rispetto all’anno precedente (+1,5%). Nel 2024, 233.511cittadini hanno aderito al regime forfetario, pari al 46,9% del totale delle nuove aperture di partite Iva nel 2024, con una lieve flessione rispetto al 2023 (-2,2%).

 

 

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