Avvio di seduta in forte flessione per il petrolio, che apre la giornata sotto pressione sui mercati internazionali. Il Brent scivola nuovamente al di sotto della soglia dei 70 dollari al barile, attestandosi a 69,76 dollari, con una perdita dell’1,29%. Debole anche il Wti, con i contratti in scadenza a marzo che cedono terreno fino a 64,33 dollari al barile, tornando sotto quota 65.
Petrolio in forte calo, gas in rialzo. Oro in correzione
Sul fronte obbligazionario europeo, lo spread tra Btp e Bund registra un avvio in rialzo, in un contesto ancora condizionato dalle tensioni geopolitiche e dall’attenzione degli operatori all’evoluzione delle condizioni climatiche, fattori che continuano a influenzare le prospettive macroeconomiche e i mercati delle materie prime.
Segno positivo, invece, per il gas naturale: sulla piazza di Borsa di Amsterdam le quotazioni avanzano dell’1,6%, raggiungendo 39,20 euro al megawattora, in un contesto di elevata volatilità del comparto energetico.
Prosegue intanto la fase di correzione dell’oro, dopo le impennate dei giorni scorsi che avevano spinto il metallo prezioso a sfiorare i 5.600 dollari l’oncia. Il lingotto con consegna immediata arretra a 5.156 dollari l’oncia, segnando un calo del 4,07%. In flessione anche i contratti del COMEX con scadenza a marzo, che cedono il 3,07% a 5.193 dollari l’oncia.
Nonostante la brusca discesa, il bilancio su base annua resta fortemente positivo: i prezzi dell’oro risultano più che raddoppiati rispetto a gennaio 2025, quando le quotazioni si muovevano intorno ai 2.600 dollari l’oncia.