giovedì 8 Gennaio 2026

Arrivano ulteriori precisazioni in merito alla prossima  Rottamazione delle cartelle esattoriali, la cosiddetta, quinquies. L’accesso sarà consentito anche a coloro che ricevono atti di accertamento che però non siano legati alla contestazione della dichiarazione omessa.

Rottamazione cartelle, accesso ampliato. Borghi: “Si studia esclusione solo per gli evasori totali”

E’ quanto emerge dall’intervista rilasciata a Italia Oggi da Claudio Borghi, uno dei quattro relatori della legge di bilancio 2026:  “Prima di valutare ogni riduzione di tagli o ulteriori spese non previste si deve necessariamente trovare una copertura – afferma  Borghi -. Non ci può essere deficit se si vuole fare una spesa ulteriore. Questo è il ragionamento che si sta facendo per allargare la rottamazione. Si tratta di un provvedimento di buonsenso che come Lega abbiamo voluto fortemente e che darà gettito allo Stato perché consente a qualcuno che ora non può pagare di poter pagare. Per le regole contabili ha un costo e si sta ragionando per evitare che il termine accertati sia eccessivamente limitativo. Escludiamo naturalmente l’evasore totale perché è una misura che non vuole andare incontro ai furbetti ma a chi non ce l’ha fatta a pagare. Allo stesso tempo ci sono altre categorie come chi non ha ricevuto l’accertamento che comunque potrà rientrare nella rottamazione. Per capirci, a parità di comportamento fiscale, non devono esserci discriminazioni tra chi ha avuto l’accertamento e chi no. Come si potrebbe intervenire sulla causa di esclusione dalla rottamazione 5 per coloro che hanno ricevuto un accertamento?  Stiamo riflettendo su una formulazione che consenta di lasciare fuori l’evasore effettivo. Chi non ha presentato la dichiarazione e, a seguito di accertamento, è stato rilevato che non ha presentato la dichiarazione. Stiamo cercando di escludere soltanto una categoria che non vogliamo sia inclusa nella rottamazione: gli evasori totali”.

 

Sul tema degli interessi al 4% considerati alti: “Confermo che si sta valutando di abbassare il 4% che già adesso è punitivo ma rischia di diventare punitivo ancora di più se i futuri tassi dovessero scendere. Adesso sono abbastanza alti. Se si ritornasse, per ipotesi, a valori vicino allo zero si assisterebbe al paradosso di dover pagare cifre superiori alle sanzioni. Quindi stiamo studiando una formulazione di una indicizzazione magari al tasso del btp o di legare all’ indicazione al tasso legale che forse è la cosa più semplice per calcolare gli interessi dovuti”.

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