mercoledì 7 Gennaio 2026

L’analisi della Confederazione Sammarinese del Lavoro sui dati fiscali relativi alle società locali prosegue con l’approfondimento sui singoli settori. Sono stati presi in esame solo quelli che hanno pagato almeno un milione di imposte nel 2022.

Non è una sorpresa che il settore manifatturiero, oltre ad essere quello che occupa il maggior numero di lavoratori (il 40% del totale degli occupati al 31 dicembre 2022) è anche quello che contribuisce di più in termini di imposte sul reddito: stiamo parlando di circa il 44% delle entrate fiscali relative alla società. In altre parole, il 12,5% delle imprese paga quasi la metà delle imposte complessive, che nel 2022 sono state pari a 59,3 milioni.

Il primo commento che viene spontaneo è: quando si dice che le piccole imprese sono l’ossatura del sistema economico sammarinese, visto anche che sono la stragrande maggioranza, questo non corrisponde al vero, per quanto concerne le imposte medie pagate – si legge nel resoconto della CSdL. La tabella allegata mette in evidenza, rispetto a tale ultimo dato che, al secondo posto, comunque a lunga distanza, seguono le attività artistiche, sportive e di intrattenimento. Tale “classifica” è però falsata dal fatto che in questo settore è ricompresa la Giochi del Titano che, notoriamente, produce utili molto significativi; ciò fa schizzare in alto un dato che, altrimenti, sarebbe quasi irrilevante.

Al terzo e quarto posto si trovano rispettivamente le attività finanziarie ed assicurative e quelle relative ai servizi di informazione e comunicazione. Quest’ultimo settore comprende alcune grandi imprese che producono programmi e piattaforme gestionali: non abbiamo fatto l’analisi dei bilanci ma, verosimilmente, anche in questo caso sono poche aziende a spingere verso l’alto il dato complessivo.

Il settore commerciale si colloca al quinto posto per imposte medie pagate: il secondo settore per numero di occupati (il 17,5% dei lavoratori dipendenti totali al 31 dicembre 2022), ha però contribuito per circa il 22% delle imposte totali nel 2022.

Le imprese immobiliari sono il fanalino di coda. Evidentemente sono attività che non producono guadagni e quindi non contribuiscono al sistema Paese. Eppure, il settore immobiliare è quello che ha registrano il maggior incremento come numero di imprese. Abbiamo già affrontato il tema relativo alle possibili ragioni di questa “anomalia” nello specifico studio sulle evoluzioni delle imprese. Ci limitiamo quindi a ribadire che anche la politica non può chiudere gli occhi su questo fenomeno.

L’analisi della CSdL ha riguardato 11 settori, classificati in base ai codici ATECO,  che comprendono l’85% delle società ed oltre il 96% delle imposte pagate, quindi un campione molto rappresentativo.

Il fatto che i due settori con il maggior numero di occupati contribuiscono per i due terzi delle entrate fiscali, relative alle società, mette in evidenza un doppio valore aggiunto: per le persone che vi trovano lavoro, contribuendo a loro volta alle entrate fiscali, e per tutto il sistema Paese, che acquisisce maggiori risorse per finanziare lo stato sociale.

Questa è una delle ragioni che aveva indotto il Governo precedente ad introdurre norme specifiche per indurre le società senza dipendenti ad assumere personale o a pagare maggiori imposte e contributi. Dopo la verve iniziale, però, il provvedimento è stato ampiamente depotenziato.

 

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