Chiusura in territorio negativo per i principali listini asiatici, in una seduta segnata da crescente prudenza degli investitori. A pesare sul sentiment dei mercati sono le incertezze legate alle prossime mosse della Casa Bianca sul fronte delle politiche commerciali, con particolare attenzione alle decisioni sui dazi annunciate dal presidente Donald Trump.
Tokyo guida i ribassi, investitori cauti in Asia
Nel frattempo il dollaro continua a perdere terreno nei confronti delle principali valute internazionali, una dinamica che tende a favorire la competitività delle esportazioni statunitensi rispetto a quelle di Cina e Giappone.
Lo scenario resta complicato anche sul piano geopolitico, con le tensioni tra Russia e Ucraina che continuano a influenzare l’orientamento degli operatori finanziari. In questo contesto di incertezza, prosegue la spinta dei beni rifugio: l’oro conferma il suo trend rialzista e si porta a quota 5.092 dollari l’oncia.
Tra i mercati più penalizzati spicca Tokyo, che archivia la seduta con un ribasso dell’1,79%. Sul mercato valutario, lo yen si rafforza sul biglietto verde, scambiando poco sopra quota 154 dollari, dopo aver sfiorato i 160 nelle scorse giornate, mentre nei confronti dell’euro si attesta a 182,70.
Negli altri listini dell’area Asia-Pacifico, con le contrattazioni ancora in corso, Shanghai oscilla attorno alla parità (+0,03%), mentre Shenzhen arretra dello 0,78%. Segno meno anche per Seul (-0,81%) e Mumbai (-0,94%).
Sul fronte macroeconomico, l’attenzione degli operatori è ora rivolta ai prossimi indicatori in arrivo: in Europa è atteso l’indice Ifo di gennaio, mentre dagli Stati Uniti sono in agenda i dati sugli ordini di beni durevoli e l’indice manifatturiero della Fed di Dallas.