La Legge di Bilancio 2026 mette nelle mani dei Sindaci uno strumento concreto per intervenire sul rapporto tra Comuni, cittadini e partite IVA: la possibilità di introdurre una definizione agevolata dei tributi locali, estesa anche ai carichi in fase di accertamento o contenzioso. Una facoltà, non un obbligo. Ed è proprio qui che, secondo FEDAPI, si gioca una partita politica e istituzionale decisiva.
Tributi locali, FEDAPI ai Sindaci della provincia di Salerno: “La rottamazione è un segnale di ascolto verso imprese e cittadini”
«Aderire alla cosiddetta rottamazione quinquies significa dare un segnale chiaro di vicinanza a chi ogni giorno tiene vive le città. Non farlo equivale a non ascoltare le esigenze reali di cittadini e imprese», afferma Pietro Vivone, Presidente nazionale di FEDAPI – Federazione delle Piccole e Medie Imprese.
La misura prevista dal comma 102 della manovra consente agli enti locali di intervenire in modo strutturale sul tema dei crediti non riscossi, riducendo il contenzioso e favorendo la regolarizzazione delle posizioni debitorie. Un passaggio che, secondo FedAPI, non ha nulla a che vedere con logiche di condono, ma risponde a criteri di realismo amministrativo ed efficienza finanziaria.
Il Centro Studi FEDAPI, attraverso l’analisi tecnica curata dal dot. Antonio Procida, sottolinea come la definizione agevolata rappresenti uno strumento utile sia per i contribuenti sia per le amministrazioni: meno crediti inesigibili, meno contenziosi, maggiore razionalizzazione delle entrate e un rapporto più trasparente tra fisco locale e comunità economica.
Anche gli approfondimenti di IFEL–ANCI evidenziano i vantaggi operativi dell’adesione, fornendo agli enti uno schema tipo di regolamento e indicando la necessità di deliberare entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto attuativo. Gli strumenti, dunque, sono già disponibili. Ora la scelta spetta ai Comuni.
«Le imprese – prosegue Vivone – arrivano da anni segnati da pandemia, inflazione e carichi fiscali spesso difficili da sostenere. Offrire una possibilità di regolarizzazione significa favorire il rilancio, non indebolire le finanze comunali. Al contrario, è un atto di responsabilità che rafforza l’autonomia finanziaria locale».
Per FEDAPI, la rottamazione quinquies diventa così un banco di prova per misurare la capacità delle amministrazioni di interpretare il proprio ruolo non solo in chiave regolatoria, ma anche come punto di equilibrio tra rigore e coesione sociale.
FedAPI annuncia che seguirà con attenzione le decisioni dei singoli Comuni, pronta a dare voce alle imprese e ai cittadini che chiedono amministrazioni capaci di ascolto, concretezza e responsabilità.