Avvio in territorio negativo per i principali indici di Wall Street, appesantiti dall’impennata delle quotazioni del greggio e dall’escalation delle tensioni in Medio Oriente. Il clima di incertezza sui prezzi energetici ha alimentato nuove preoccupazioni sull’andamento dell’inflazione, mentre la Federal Reserve ha scelto di lasciare invariata la politica monetaria nella riunione di metà settimana.
Wall Street apre in calo: pesano Medio Oriente e timori su inflazione e tassi
Nel dettaglio, il Dow Jones ha registrato una flessione dello 0,87% attestandosi a 45.814,37 punti. Performance più debole per il Nasdaq, sceso dell’1,23% a quota 21.882,39, mentre lo S&P 500 ha ceduto lo 0,90% portandosi a 6.564,76 punti.
Tra i singoli titoli, Micron Technology ha segnato un ribasso di circa il 5,5%. Il gruppo dei semiconduttori aveva diffuso stime superiori alle attese, ma il mercato ha espresso perplessità sull’aumento degli investimenti previsto dall’azienda in un contesto caratterizzato da costi di finanziamento più elevati.
Andamento opposto per Rivian, che ha messo a segno un balzo vicino al 10%. Il titolo ha beneficiato dell’annuncio relativo a una partnership strategica con Uber. La società di ride-hailing ha infatti comunicato l’intenzione di investire fino a 1,25 miliardi di dollari nella casa produttrice di veicoli elettrici, con l’obiettivo di introdurre dal 2028 una flotta di 10.000 SUV R2 completamente autonomi destinati al servizio robotaxi.
Movimenti contenuti per Eli Lilly, che ha lasciato sul terreno lo 0,18% a 916,39 dollari. La reazione del mercato è stata tiepida nonostante la notizia positiva sull’esito della prima fase di test clinici di un nuovo trattamento contro l’obesità in pazienti affetti da diabete di tipo 2.
Nel complesso, la seduta riflette l’atteggiamento prudente degli investitori, alle prese con un contesto macroeconomico complesso in cui dinamiche geopolitiche e politica monetaria continuano a influenzare l’andamento dei mercati finanziari globali.