Seduta negativa per Wall Street, che archivia gli scambi in territorio negativo sotto il peso delle vendite sui grandi gruppi tecnologici e di una stagione di trimestrali bancarie dai risultati disomogenei. Il ridimensionamento della capitalizzazione dei colossi tech ha inciso in modo significativo sull’andamento complessivo dei listini.
Wall Street chiude in rosso: soffrono tech, banche e turismo
Il Nasdaq, fortemente esposto al comparto tecnologico, chiude con una flessione dell’1,00%. In calo anche lo S&P 500, che arretra dello 0,53%, mentre il Dow Jones limita le perdite allo 0,09%.
Sul fronte dei titoli di Stato, il mercato obbligazionario segnala un lieve allentamento delle tensioni: il rendimento del Treasury Usa a dieci anni scende al 4,14%, in diminuzione rispetto al 4,18% della seduta precedente.
Giornata da dimenticare per i cosiddetti “Magnifici Sette”, tutti in territorio negativo. Nvidia cede l’1,44%, Amazon lascia sul terreno il 2,43%, Apple arretra dello 0,40%, mentre Microsoft registra una flessione del 2,40%.
Debole anche il comparto bancario. Bank of America perde il 3,70%, nonostante risultati trimestrali superiori alle attese negli ultimi tre mesi del 2025. Peggio fa Wells Fargo, che scivola del 4,60% dopo conti inferiori alle previsioni. In calo anche Citigroup, che chiude a -3,34%, penalizzata da una perdita legata alle attività in Russia.
Particolarmente colpito il settore dei viaggi e del turismo. Airbnb registra un deciso -5,20%, mentre le piattaforme di prenotazione online Booking ed Expedia cedono rispettivamente il 2,40% e il 3,07%.
Sotto pressione infine Rivian, che subisce un tonfo del 7,16%, scendendo a 17,50 dollari per azione, dopo che UBS ha rivisto al ribasso la valutazione sul titolo del produttore di veicoli elettrici.