Chiusura mista per Wall Street nell’ultima seduta della settimana, con gli investitori che hanno mantenuto un approccio prudente sullo sfondo delle tensioni geopolitiche. A condizionare l’andamento dei listini è stato soprattutto il pesante scivolone di Intel, penalizzata da indicazioni poco incoraggianti sul fronte dei conti e delle prospettive.
Wall Street chiude mista tra tensioni geopolitiche e conti societari
Il Dow Jones termina la giornata in calo dello 0,58%, fermandosi a 49.098,71 punti. Andamento più stabile per lo S&P 500, che riesce a strappare un lieve progresso dello 0,03% a 6.915,61 punti, mentre il Nasdaq beneficia degli acquisti sul comparto tecnologico e avanza dello 0,28%, chiudendo a 23.501,24 punti.
Sotto i riflettori Intel, protagonista in negativo dopo aver comunicato un calo dei ricavi nel quarto trimestre e una guidance debole per il primo trimestre, anche a causa di problemi nella catena di approvvigionamento. Il titolo crolla del 17%, risultando il peggiore della seduta.
Tra le altre forti discese spicca Capital One, che lascia sul terreno il 7,6%. Debole anche il comparto farmaceutico: Moderna arretra del 6,1%, mentre West Pharmaceutical Services perde il 4,5%.
Di segno opposto l’andamento di alcuni big della tecnologia. NVIDIA chiude in rialzo dell’1,5%, Meta Platforms guadagna l’1,7%, mentre Amazon mette a segno un robusto progresso del 3,3%, sostenendo il Nasdaq.