La seduta di Wall Street si è conclusa con il segno meno, penalizzata soprattutto dalle vendite che hanno colpito il comparto finanziario. A pesare sull’umore degli investitori sono state le nuove prese di posizione di Donald Trump, tornato ad attaccare pubblicamente il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, rilanciando la richiesta di un intervento sui tassi di interesse. Il presidente degli Stati Uniti ha inoltre ribadito la proposta di introdurre un tetto massimo del 10% ai tassi applicati alle carte di credito, alimentando ulteriori pressioni sui titoli del settore.
Wall Street in calo: banche sotto pressione dopo le nuove dichiarazioni di Trump
A fine giornata, il Dow Jones ha ceduto lo 0,80%, scendendo a 49.191,99 punti. Più contenute le perdite per lo S&P 500, in calo dello 0,19% a 6.963,74 punti, mentre il Nasdaq ha lasciato sul terreno 24,03 punti, attestandosi a 23.709,87.
Particolarmente colpite le società dei pagamenti elettronici: Visa ha registrato un tonfo del 4,46%, mentre Mastercard ha chiuso in flessione del 3,76%.
La giornata è stata anche segnata dall’avvio ufficiale della stagione delle trimestrali negli Stati Uniti. Tra i primi big a presentare i conti, JPMorgan Chase ha chiuso in netto ribasso (-4,9% a 310,90 dollari) dopo aver comunicato risultati del quarto trimestre 2025 contrastanti. Il gruppo bancario ha risentito soprattutto della contrazione dell’utile netto, appesantito dai costi legati alla recente acquisizione della gestione della carta di credito Apple Card.
In controtendenza, forte rimbalzo per Moderna. Il gruppo biotech, noto per lo sviluppo di uno dei primi vaccini contro il Covid-19, ha messo a segno un balzo superiore al 17%, portandosi a 39,60 dollari. A sostenere il titolo sono state le dichiarazioni dell’amministratore delegato, che ha indicato per il 2025 ricavi attesi intorno a 1,9 miliardi di dollari.