venerdì 9 Gennaio 2026

Wall Street ha registrato un significativo calo nella sessione di mercoledì, con gli indici principali tutti in territorio negativo a seguito della pubblicazione dei dati economici che mostrano una contrazione del prodotto interno lordo americano nel primo trimestre. Una notizia ha acuito le preoccupazioni degli investitori riguardo la possibilità che l’economia statunitense possa entrare in una fase recessiva, aggravata dalle tensioni commerciali e dalle politiche sui dazi.

Wall Street in calo dopo contrazione PIL: Dow Jones -1,07%, Nasdaq -2,07%

L’indice Dow Jones è sceso dell’1,07% attestandosi a 40.084,70 punti, mentre il Nasdaq ha subito una flessione più marcata del 2,07%, scendendo a quota 17.103,56. Anche l’S&P 500 ha chiuso in negativo, perdendo l’1,43% e terminando la giornata a 5.478,09 punti.

Nel comparto obbligazionario, il rendimento dei Treasury decennali statunitensi ha mostrato una leggera diminuzione, posizionandosi al 4,16%, rispetto al 4,17% della chiusura della giornata precedente.

L’attenzione degli operatori di mercato è ora rivolta ai risultati trimestrali dei giganti tecnologici. Meta, in calo del 3,66%, e Microsoft, che ha perso il 2,07%, presenteranno i loro bilanci dopo la chiusura odierna. Domani sarà invece il turno di Amazon, già in discesa del 4,21%, e Apple, che ha ceduto l’1,60%.

Particolarmente negativa la performance di Super Micro Computer, crollata del 18,94% dopo aver ridotto le previsioni di fatturato e utili per il terzo trimestre, citando ritardi nelle spese dei clienti. Questa revisione al ribasso ha alimentato i timori di un rallentamento degli investimenti nell’intero settore tecnologico.

Anche Starbucks ha vissuto una giornata difficile, con un calo dell’8,19% in seguito alla pubblicazione di risultati trimestrali inferiori alle aspettative. La catena di caffetterie ha definito “deludente” la performance del secondo trimestre, pur sottolineando i “progressi e lo slancio” generati dal suo piano strategico.

In controtendenza Mondelez International, produttore dei biscotti Lu e Oreo e dei cioccolatini Milka, che ha guadagnato il 3,27%. Nonostante l’azienda alimentare abbia registrato una crescita quasi nulla nel primo trimestre, ha comunque confermato i suoi obiettivi annuali, dimostrando resilienza nonostante il forte aumento dei prezzi del cacao.

 

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