“Il ritiro dell’oracolo”, titola La Stampa nelle pagine economiche. Warren Buffett lascia la guida di Berkshire Hathaway Aveva creato la società d’investimento 60 anni fa. Il finanziere Usa che ha scritto la storia di Wall Street passerà il testimone a Greg Abel.
Warren Buffett, il ritiro dell’oracolo
L’avvertimento a Trump: “Il commercio non è un’arma”. Avverso da sempre alle società del tech ha sempre puntato su industria e consumi. 6,3% la quota di Buffett in Coca Cola, comprata dopo il crash del 1987 e che vale 25 miliardi. 350 la liquidità della società in miliardi di dollari, munizioni per cogliere opportunità. 5 i miliardi di dollari in azioni Goldman Sachs comprate dopo il crollo di Lehman Brothers.
Dopo quasi sessant’anni di straordinaria attività nel mondo degli investimenti, il celebre finanziere di Omaha ha annunciato il suo congedo. A 94 anni, Warren Buffett lascia la guida di Berkshire Hathaway, cedendo le redini a Greg Abel. L’annuncio è giunto al termine dell’assemblea degli azionisti, con la sobrietà che ha sempre contraddistinto il personaggio.
Poco prima del suo annuncio – spiega il quotidiano – , il leggendario investitore aveva espresso preoccupazioni sulla situazione commerciale mondiale, lanciando un monito diretto all’attuale inquilino della Casa Bianca: “Non si può usare il commercio come un’arma”. Un messaggio chiaro per l’amministrazione Trump, le cui politiche stanno profondamente modificando gli equilibri economici internazionali.
Significativo anche il comportamento finanziario della sua holding: per il decimo trimestre consecutivo, Berkshire Hathaway ha ridotto i propri investimenti azionari, accumulando una liquidità che ora sfiora i 350 miliardi di dollari. Una posizione d’attesa che riflette la cautela verso le attuali turbolenze dei mercati.
In un universo finanziario caratterizzato da frenetica volatilità, dove le carriere possono dissolversi nel tempo di una crisi come accadde con Lehman Brothers e dove le fortune oscillano al ritmo delle dichiarazioni presidenziali, Buffett ha rappresentato un’isola di paziente saggezza. Mentre si susseguivano bolle speculative – dalla crisi energetica alle criptovalute, passando per i mutui subprime – lui ha sempre privilegiato l’analisi dei fondamentali, scrutando i bilanci e valutando il valore intrinseco con la meticolosità di un artigiano.
Nato nell’agosto del 1930 a Omaha, Nebraska, Buffett ha costruito il suo impero seguendo una filosofia disarmante nella sua essenzialità: acquisire società sottostimate, con vantaggi competitivi duraturi, e mantenerle nel tempo. “The Intelligent Investor” di Benjamin Graham rappresentava il suo testo sacro, mentre Berkshire Hathaway divenne lo strumento per applicarne concretamente i principi. Se Graham fu il teorico, Buffett si è rivelato l’interprete che ha saputo trasformare la teoria in risultati concreti.