sabato 13 Aprile 2024

Il Sole 24 Ore stamattina titola: “Superbonus, il Parlamento scommette sul mini rinvio”. Emendamenti di maggioranza e opposizione al Dl Salva spese convergono a sorpresa su una riapertura dei termini.

Superbonus, il Parlamento scommette sul mini rinvio

Dalla Lega la proposta di spalmare le spese 2023 in dieci anni. Fdi, Lega e Forza Italia puntano a semplificare le regole per mantenere il vecchio regime del bonus barriere.

Il Parlamento insiste per una riapertura dei termini del Superbonus

Il Parlamento italiano non si dà per vinto e continua a chiedere una riapertura dei termini del Superbonus, la misura che ha incentivato gli interventi di riqualificazione energetica e di efficienza degli edifici.

Il “no” secco del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, legato alla tenuta dei conti pubblici, non è stato sufficiente a convincere i partiti, sia di maggioranza che di opposizione.

Tra i 130 emendamenti depositati giovedì scorso alla legge di conversione del decreto Salva-spese (Dl 212/2023), compaiono diverse proposte che mettono d’accordo schieramenti diversi e che puntano ad ammorbidire la stretta assestata dal Governo con il provvedimento di fine 2023.

Proroga dei termin

In molti casi le proposte dei parlamentari prevedono una proroga dei termini del Superbonus.

Una serie di emendamenti gemelli presentati da Fratelli d’Italia, Partito democratico e Gruppo misto, chiede l’allungamento dei termini del 110% di due mesi, con una doppia condizione: essere rientrati nella deroga che a fine 2022 aveva consentito a molti di evitare il 90%, mantenendo il 110 per cento; entro il 31 dicembre 2023 bisogna avere effettuato lavori per almeno il 70 per cento.

Un’altra serie di proposte, firmate da Forza Italia, Partito democratico e Gruppo misto, ipotizza una proroga di due mesi del Superbonus (quindi, fino al 29 febbraio) con percentuale identica a quella avuta lo scorso anno per coloro che, alla fine del 2023, abbiano effettuato lavori per almeno il 60 per cento.

Detrazione in dieci anni

La Lega, con un’altra proposta, chiede di ripristinare anche per le spese 2023 relative al Superbonus la possibilità di optare per la detrazione in dieci anni, anziché gli attuali quattro.

Fondo indigenti

Un’altra proposta condivisa da maggioranza e opposizione è quella di rimettere mano al fondo indigenti. Il decreto 212/2023 ha previsto la possibilità per i nuclei familiari con reddito non superiore a 15mila euro di ottenere un contributo per le spese effettuate nell’ambito del Superbonus e non più coperte da agevolazione.

Gli emendamenti gemelli, con primi firmatari Luciano D’Alfonso (Partito democratico), Saverio Congedo (Fratelli d’Italia) e Renate Gebhard (Gruppo misto), prevedono di elevare la soglia per il contributo da 15mila a 25mila euro.


Barriere architettoniche

Sul fronte delle barriere architettoniche, altri tre emendamenti gemelli, con primi firmatari Virginio Merola (Pd), Saverio Congedo (Fdi) e Renate Gebhard (Gruppo misto), chiedono di allargare il perimetro dei lavori per i quali è ancora concessa la cessione del credito, nell’ambito dell’agevolazione al 75 per cento.

La soglia di 15mila euro euro per le persone fisiche dovrebbe, anche in questo caso, salire a 25mila.

Bonus barriere vecchie regole

Di grande peso, infine, un emendamento che porta la firma di tutti i partiti che compongono la maggioranza: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

Riguarda i lavori che potranno ricadere nelle vecchie regole del bonus barriere, beneficiando ad esempio dello sconto con cessione del credito anche per gli infissi e i bagni.

Quando non sia necessaria la presentazione di un titolo abilitativo, basterà una dichiarazione sostitutiva firmata da committente e impresa a provare che i lavori sono partiti entro il 29 dicembre e che quindi non rientrano nel nuovo regime. Non servirebbe più, così, il pagamento di un acconto a provare l’accesso al regime speciale.


I prossimi passaggi

Gli emendamenti saranno discussi in commissione Bilancio della Camera dei Deputati nelle prossime settimane. Se approvati, saranno poi sottoposti al voto dell’Aula.

La partita è aperta e il Governo potrebbe ancora decidere di opporsi alle modifiche proposte dal Parlamento. Tuttavia, la pressione dei partiti è forte e c’è la possibilità che le richieste di riapertura dei termini del Superbonus vengano accolte.

 

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