martedì 18 Giugno 2024

“Se l’Europa resta immobile, se non cambia, il crocevia fra allargamento e integrazione porterà conseguenze davvero difficili da gestire. Prima di ogni altra cosa, però, i popoli europei devono chiarire a sé stessi cosa vogliono da questa Europa”. Ha detto il presidente Riccardo di Stefano nella sua relazione che apre il tradizionale convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria di Rapallo.

Giovani Confindustria, Di Stefano: “Ue cambi, non può restare immobile. Politica industriale per crescere”

“Come cittadini europei, e giovani imprenditori, speriamo di avere, un giorno, un sistema fiscale comune, politiche sociali ed educative comuni, una politica di difesa comune. È questo l’orizzonte dentro cui immaginiamo il futuro. Ma sappiamo che sono forti e durevoli le resistenze a questo progetto. Sappiamo che all’Europa manca un sentimento fondativo di popolo unito. Sappiamo che ci vorrà tempo. Quindi occorre trovare altre soluzioni, che per noi passano attraverso una cooperazione rafforzata tra gruppi più piccoli di Stati membri. C’è chi la chiama Europa a due velocità, chi Europa a più velocità. Noi la chiamiamo ‘Europa della responsabilità’. È inaccettabile che una Unione di 27 Paesi, 500 milioni di persone e un Pil di 14.500 miliardi sia debole”.

A una settimana dal voto europeo, Di Stefano ha fatto un appello: “Agli elettori diciamo: andate diritti al voto e prendetevi le vostre responsabilità. Ai partiti chiediamo: avete scelto per l’Europa le persone migliori? Le idee migliori? Le proposte migliori? Perché solo con quelle l’Italia porterà gli altri Stati membri sulle proprie posizioni. La campagna elettorale è stata fin qui deludente e vuota. Priva di contenuti, di una visione chiara sull’oggi e sul domani. Liste, capi-liste, campi larghi e campi stretti, equilibri di governo: questo è tutto ciò che ci hanno detto. Basta alibi” ha detto. “Che fiducia possiamo avere, poi, nelle istituzioni davanti a scene da saloon come quella vista in Parlamento durante la discussione sul premierato?”.

Sulle sfide tecnologiche, specie quella sull’AI il presidente degli industriali under 40 ha affermato: “In Europa, investiamo in Intelligenza artificiale 1 miliardo all’anno. Poco. Occorre un fondo europeo per raccogliere investimenti pubblici e privati. Uno strumento finanziario e di incontro fra produttori e utilizzatori di tecnologie, ovvero Istituzioni, grandi industrie, PMI e startup. Occorre creare veri campioni europei dell’AI. Imprese di grandi dimensioni e pienamente operanti in questo mercato. Sempre che l’antitrust europeo non le stronchi sul nascere”.

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