domenica 14 Luglio 2024

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2022 (7).

I risultati del 2022 confermano la capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di generare una solida redditività e di creare valore per tutti gli stakeholder anche in contesti complessi grazie al modello di business ben diversificato e resiliente, con un utile netto trainato dagli interessi netti che ha raggiunto 5,5 miliardi di euro escludendo il de-risking Russia/Ucraina. Nel secondo semestre 2022 è stata ridotta del 68% (circa 2,5 miliardi di euro) l’esposizione verso la Russia, scesa sotto lo 0,3% dei crediti a clientela complessivi del Gruppo (°°).

Intesa Sanpaolo: utile a 4,35 miliardi nel 2022

La generazione di valore per tutti gli stakeholder si fonda anche sul forte impegno ESG di Intesa Sanpaolo, che nell’anno si è tradotto, tra l’altro, in un contributo economico straordinario di circa 80 milioni di euro alle persone del Gruppo (non dirigenti) per mitigare l’impatto dell’inflazione e in molteplici iniziative umanitarie a favore delle persone della controllata Pravex Bank e della popolazione dell’Ucraina.

L’utile netto del Gruppo del 2022 è pari a 5.499 milioni di euro escludendo 1,4 miliardi di euro di accantonamenti / rettifiche di valore per Russia e Ucraina (°°°), superando l’obiettivo del Piano di Impresa 2022-2025 di oltre 5 miliardi per il 2022L’utile netto contabile è pari a 4.354 milioni di euro. I crediti cross-border verso la Russia sono in larga parte in bonis e classificati a Stage 2.

Intesa Sanpaolo è pienamente in grado di continuare a operare con successo in futuro, potendo contare sui punti di forza che contraddistinguono il Gruppo, in particolare la redditività resiliente, la solida patrimonializzazione, lo status di Banca a “zero NPL” e l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi. La formula del Piano di Impresa 2022-2025 e, in particolare, l’obiettivo di 6,5 miliardi di utile netto al 2025 sono confermati. L’attuazione del Piano procede a pieno ritmo, con le principali iniziative industriali ben avviate:

·   forte riduzione del profilo di rischio, con un conseguente taglio del costo del rischio:
– forte deleveraging, con una diminuzione di 4,6 miliardi di euro dello stock di crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche, nel 2022, riducendo l’incidenza dei crediti deteriorati al netto delle rettifiche sui crediti complessivi all’ 1% (°°°°);
– focus sull’approccio modulare e sulle prospettive settoriali, tenendo conto dello scenario macroeconomico, e sulla gestione proattiva del credito;
– focus sul piano d’azione dedicato per la Divisione Banca dei Territori, con un forte controllo del costo del rischio di fondo e del flusso di nuovi crediti deteriorati da crediti in bonis, e nuove soluzioni per le nuove esigenze emerse nell’attuale scenario;
– rafforzamento delle capacità di risk managementRisk Appetite Framework esaustivo e robusto, che considera tutte le dimensioni cruciali di rischio del Gruppo;
– ulteriore rafforzamento delle capacità di valutazione creditizia con l’introduzione di un Framework Settoriale che valuta il profilo prospettico di ogni settore economico su base trimestrale per diversi Paesi; la visione settoriale, approvata da uno specifico comitato manageriale, alimenta i processi creditizi per dare priorità alle decisioni creditizie e ai piani d’azione;
– estensione della protezione di cybersecurity antifrode a nuovi prodotti e servizi per la clientela retail, includendo l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale; adozione di soluzioni di Open Source Intelligence per rendere efficace la capacità di Cyber Threat Intelligence;

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(7)        Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 29.
(°°)       Post rettifiche di valore, l’esposizione creditizia on-balance cross-border verso la Russia è pari a 1 miliardo di euro di cui 0,96 miliardi verso clientela, al netto di 0,8 miliardi di euro di garanzie di Export Credit Agencies (off-balance pari a 0,2 miliardi verso clientela e 0,15 miliardi verso banche, al netto di 0,5 miliardi di garanzie ECA) e quella on-balance delle controllate è pari a 0,9 miliardi, di cui 0,2 miliardi verso clientela, per Banca Intesa in Russia e a 0,06 miliardi, verso banche, per Pravex Bank in Ucraina (off-balance, verso clientela, pari a 0,1 miliardi per la controllata in Russia e 0,07 miliardi per la controllata in Ucraina). L’esposizione creditizia verso controparti russe attualmente inserite nelle liste SDN dei soggetti a cui si applicano sanzioni è pari a 0,4 miliardi di euro.
(°°°)      Pari a 1.415 milioni al lordo delle imposte, di cui 1.298 milioni relativi all’esposizione creditizia, e a 1.145 milioni al netto.
(°°°°)     Secondo la metodologia EBA.

 

–  rafforzata la protezione sia dell’accesso da remoto alle applicazioni aziendali sia dell’accesso alle postazioni aziendali mediante l’autenticazione a più fattori, anche migliorando le esperienze degli utenti con processi senza attrito;
– rafforzata la protezione contro cyber-attacks, in termini sia di individuazione sia di ripristino;
– costituzione dell’Anti Financial Crime Digital Hub (AFC Digital Hub), al fine di diventare un centro nazionale e internazionale aperto ad altre istituzioni finanziarie e altri intermediari nel sistema, con l’obiettivo di contrastare il riciclaggio di denaro e il terrorismo mediante nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale, basato su un modello di collaborazione pubblico-privato che rende possibile l’introduzione dell’innovazione (ricerca applicata) nei processi aziendali;
– costituzione del nuovo modello di Anti Financial Crime basato su una piattaforma internazionale e centri di competenza specializzati in Transaction Monitoring e Know Your Customers;
– la funzione aziendale Active Credit Portfolio Steering (ACPS) ha ulteriormente esteso gli schemi di protezione dal rischio di credito, completando nel quarto trimestre del 2022 una nuova cartolarizzazione sintetica su un portafoglio di circa 7,5 miliardi di euro di crediti ad aziende corporate, una tra le maggiori operazioni effettuate in Europa nel 2022, nonché la prima operazione di cartolarizzazione sintetica su un portafoglio di circa 2,3 miliardi di euro di crediti ad aziende corporate e di project finance con il più elevato ESG score nel settore delle infrastrutture. Nel quarto trimestre 2022 la funzione ACPS ha anche perfezionato la cessione di circa 3,7 miliardi di euro di un portafoglio di crediti rivenienti da contratti di leasing. Nel 2022 la funzione ACPS ha effettuato operazioni di trasferimento del rischio di credito per un ammontare complessivo di oltre 20 miliardi di euro su differenti asset classes;
– la funzione ACPS ha ulteriormente rafforzato le iniziative di efficientamento del capitale e ha potenziato l’orientamento delle strategie creditizie, indirizzando nel 2022 20 miliardi di euro di nuove erogazioni verso settori economici con il miglior rapporto rischio/rendimento, e ha ampliato il perimetro di soluzioni di finanziamento alternative per i clienti “high risk”;
– estensione del modello di business Originate-to-Share, aumentando le capacità distributive per ottimizzare il ritorno sul capitale;

·   riduzione strutturale dei costi, resa possibile dalla tecnologia:
– costituzione della nuova Banca Digitale (Isybank) ben avviata; già operativa la Delivery Unit “Domain Isy Tech” con circa 340 specialisti dedicati; perfezionato il contratto con Thought Machine; definito il masterplan tecnologico;
– assunti e operativi il nuovo responsabile di Isybank, il nuovo responsabile di Domain Isy Tech e il nuovo responsabile della Direzione Sales & Marketing Digital Retail;
– definite la struttura dell’offerta e le funzionalità di Isybank;
– internalizzazione delle competenze core IT avviata con circa 500 persone già assunte;
– AI Lab a Torino già operativo (costituito Centai Institute);
– chiuse oltre 550 filiali tra il quarto trimestre 2021 e il 2022 in vista del lancio della nuova Banca Digitale;
– pienamente funzionante la piattaforma digitale per la gestione analitica dei costi, con 27 iniziative di efficientamento già identificate;
– implementati gli strumenti a supporto delle attività di negoziazione e di ricerca dei potenziali fornitori;
– in corso la razionalizzazione del patrimonio immobiliare in Italia, con una riduzione di circa 354 mila metri quadri tra il quarto trimestre 2021 e il 2022;
– circa 2.000 uscite volontarie nel 2022;
– completata l’implementazione di funzioni e servizi digitali in Serbia e Ungheria; in corso l’implementazione in Romania e Slovacchia;
– avviato il nuovo sistema di core banking in Egitto e allineamento dei canali digitali;
– in corso le attività di rilascio progressivo delle applicazioni per la piattaforma target nei rimanenti Paesi della Divisione International Subsidiary Banks;
– Digital Process Transformation: identificati i processi e avviate le attività di trasformazione E2E, avvalendosi sia di Process Intelligent Automation (es. con Intelligenza Artificiale e/o Robotic Process Automation) sia di metodi di reingegnerizzazione tradizionali (in particolare riguardanti processi di acquisto, customer onboarding, gestione del processo di successione ereditaria, processo di chiusura dei conti bancari e processi di control management);
– nello scorso novembre la Mobile App di Intesa Sanpaolo è stata riconosciuta da Forrester come “Global Mobile Banking Apps Leader”, classificandosi prima tra tutte le app bancarie oggetto di valutazione a livello mondiale;

·   crescita delle commissioni, trainata dalle attività di Wealth ManagementProtection & Advisory:
– completamente implementato il nuovo modello di servizio per la clientela Exclusive;
– rafforzamento dell’offerta (nuovi prodotti di asset management e assicurativi) e ulteriore crescita del servizio di consulenza evoluta Valore Insieme per la clientela Affluent e Exclusive: 43.000 nuovi contratti e 14,5 miliardi di euro di nuovi flussi di attività finanziarie della clientela nel 2022;
– introduzione di nuove funzionalità di Robo4Advisor di BlackRock per generare consigli di investimento su prodotti selezionati (fondi, prodotti assicurativi e certificates) a supporto dei gestori;
– adozione delle piattaforme Aladdin Wealth e Aladdin Risk di BlackRock per i servizi di investimento: modulo Aladdin Wealth per la Divisione Banca dei Territori e Fideuram (primo e secondo rilascio), modulo Aladdin Risk e Aladdin Enterprise per Fideuram Asset Management e Fideuram Asset Management Ireland e per Eurizon Capital SA e Eurizon SLJ Capital;
– nuove caratteristiche per gli strumenti di consulenza dedicati alla clientela UHNWI (Ultra High Net Worth Individuals); rafforzamento del modello di servizio per i family office e prevista l’integrazione dei principi ESG nel nuovo modello unico di consulenza evoluta;
– completato il secondo closing del fondo alternativo conforme all’ Art. 8 Fideuram Alternative Investments Mercati Privati Sostenibili; in corso l’arricchimento dell’offerta di fondi alternativi da parte di primari operatori internazionali mediante partnership con piattaforme specializzate;
– rilasciate nuove funzionalità della piattaforma online di investimento e trading di Fideuram, mettendo i clienti in condizione di potere aprire conti e sottoscrivere prodotti di asset management in modo indipendente e lancio del nuovo brand e logo Fideuram Direct per rafforzare l’offerta multicanale. Avviati la prima offerta di prodotti in-self e il Progetto di Consulenza Remota. Alpian, la prima banca private digitale svizzera, è pienamente operativa come piattaforma unicamente mobile che fornisce servizi multi-valuta, di wealth management e consulenza finanziaria con consulenti esperti;
– il 1° gennaio 2023 completata la fusione delle due società di Private Banking in Lussemburgo, formando Intesa Sanpaolo Wealth Management, un secondo Hub (in aggiunta a quello svizzero) con oltre 200 persone e 11 miliardi di euro di asset, che contribuirà alla crescita dei ricavi da commissioni all’estero;
– arricchita l’offerta Eurizon dedicata a Intesa Sanpaolo Private Banking e lanciati molteplici nuovi prodotti di asset management e assicurativi (es. offerta dedicata per i clienti con eccesso di liquidità, protezione del capitale e fondi inflation-linked);
– continuo rafforzamento dell’offerta di prodotti ESG di asset management e assicurativi, con un’incidenza di circa il 54% sul totale del risparmio gestito di Eurizon;
– lanciato il nuovo assetto organizzativo della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, con focus sul rafforzamento delle attività di consulenza alla clientela e di Originate-to-Share;
– lanciata la piattaforma digitale IncentNow per fornire informazioni alle aziende e alle istituzioni italiane in merito ai bandi pubblici relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza;
– lanciati webinar e workshop con i clienti per formare e condividere opinioni su temi chiave (es. transizione digitale);
– sviluppate iniziative commerciali per supportare la clientela in diversi settori (es. Energia, TMT e Infrastrutture), per ottimizzare l’integrazione dei piani di ripresa post pandemia europei e italiani;
– avviata Cardea, piattaforma innovativa e digitale per le istituzioni finanziarie;
– rafforzamento della piattaforma digitale corporate (Inbiz) nell’Unione Europea con focus su Cash & Trade, avvalendosi dell’approccio di partnership con operatori Fintech;
– aggiornamento continuo delle piattaforme IT di Global Markets (es. Equity);
– continuo rafforzamento delle attività di origination, in Italia e all’estero, anche con la valorizzazione del modello Originate-to-Share;
– lanciata un’iniziativa di value proposition ESG per i segmenti di clientela corporate e piccole e medie imprese delle banche del Gruppo in Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia e Egitto;
– in corso lo sviluppo di sinergie – per Global Markets, Structured Finance e Investment Banking – tra la Divisione IMI Corporate & Investment Banking e le banche del Gruppo in Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Croazia, con un significativo aumento – dall’avvio del Piano di Impresa – dell’attività e delle operazioni da lanciare;
– accelerazione della consulenza ESG alla clientela corporate per guidare la transizione energetica con un approccio scalabile, con focus sui settori Energia, Infrastrutture e Automotive & Industrials;
– perfezionato il Master Cooperation Agreement con un primario gruppo assicurativo per distribuire prodotti di bancassicurazione in Slovacchia, Croazia, Ungheria, Serbia e Slovenia. Concluso il Local Distribution Agreement in Slovacchia, Serbia, Slovenia e Croazia;
– lanciato il prodotto di factoring “Confirming” su cinque ulteriori mercati: Slovacchia, Serbia, Romania, Slovenia e Albania;
– ulteriore sviluppo nel comparto assicurativo protezione e salute con la costituzione di InSalute Servizi, un nuovo TPA (Third-Party Administrator) in partnership con il Gruppo Reale, per la gestione specializzata di prestazioni sanitarie e assistenziali con un impulso ai servizi digitali;

·   forte impegno ESG, con un posizionamento ai vertici mondiali per l’impatto sociale e grande focus sul clima e un rafforzamento della governance ESG con il Comitato Rischi diventato Comitato Rischi e Sostenibilità assumendo maggiori responsabilità ESG dallo scorso aprile:

□  supporto senza eguali per far fronte ai bisogni sociali:
–  espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà per contrastare la povertà, fornendo aiuti concreti sul territorio in Italia e sostegno all’estero in relazione all’emergenza umanitaria in Ucraina, con oltre 21,3 milioni di interventi effettuati nel 2022, con circa 15,9 milioni di pasti, oltre 2,2 milioni di posti letto, circa 3 milioni di medicinali e 264.000 capi di abbigliamento;
 promozione dell’inclusione educativa e dell’occupabilità giovanile:
▫ programma “Giovani e Lavoro” finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di oltre 3.000 giovani nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025: nel 2022 richieste di iscrizione da parte di oltre 7.500 studenti tra i 18 e i 29 anni, oltre 1.650 studenti intervistati e oltre 770 formati e in formazione con 30 corsi (circa 3.000 formati e in formazione dal 2019) e circa 2.300 aziende coinvolte dal lancio dell’iniziativa nel 2019; la seconda edizione del programma “Generation4Universities” è stata avviata a maggio e si è conclusa a dicembre, con il coinvolgimento di circa 100 studenti provenienti da 36 atenei e 31 primarie aziende italiane come potenziali datori di lavoro;
▫ programmi di educazione inclusivarafforzamento delle partnership con le principali università e scuole italiane (nel 2022 oltre 1.000 scuole e circa 4.200 studenti) per promuovere l’inclusione educativa, supportando il merito e la mobilità sociale; nel 2022 lanciato il progetto School4Life per combattere l’abbandono scolastico precoce, con aziende e scuole operanti assieme a studenti, insegnanti e famiglie; tra i progetti per valorizzare il talento e il merito, l’iniziativa Tesi in Azienda con l’obiettivo di orientare gli studenti verso le tematiche più recenti nel mondo lavorativo (circa 150 studenti nel 2022);
▫ nel 2022 si sono concluse la prima e la seconda edizione di “Digital Re-start”, programma della Divisione Private Banking finalizzato a formare e a collocare nel mercato del lavoro le persone disoccupate di età tra i 40 e i 50 anni mediante il finanziamento di 75 borse di studio per il Master in Data Analysis, che ha coinvolto 50 partecipanti, 29 dei quali sono stati assunti; è in corso la terza edizione;
–  social housing: completata nel 2022 l’impostazione dell’iniziativa, di prossimo avvio la fase di implementazione per conseguire gli obiettivi del Piano di Impresa (promozione dello sviluppo di 6-8 mila unità di alloggi sociali e posti letto per studenti);

□  forte focus sull’inclusione finanziaria:
– concessi 9,3 miliardi di euro di credito sociale e rigenerazione urbana (obiettivo di 25 miliardi di flussi cumulati nel Piano di Impresa):
▫ credito al terzo settore: nel 2022 concessi crediti a supporto degli enti nonprofit per un totale di 339 milioni di euro;
▫ Fund for Impact: nel 2022 resi disponibili circa 53 milioni di euro a sostegno delle necessità delle persone e delle famiglie, per assicurare un più ampio e sostenibile accesso al credito, con programmi dedicati come “Per Merito” (linea di credito non garantita con rimborso a 30 anni dedicata agli studenti universitari che studiano in Italia o all’estero), MAMMA@WORK (prestito per disincentivare l’abbandono dell’attività lavorativa da parte delle neo-mamme e supportare la maternità nei primi anni di vita dei figli), “per Crescere” (fondi per la formazione e l’istruzione dei figli in età scolare dedicati alle famiglie fragili), “per avere Cura” (finanziamenti a sostegno delle famiglie che assistono persone non autosufficienti)  e altre soluzioni (es. “Obiettivo Pensione”, “per Esempio”, XME Studio Station);
▫ credito per la rigenerazione urbananel 2022 impegnati circa 616 milioni di euro di nuovi finanziamenti a supporto degli investimenti in student housing, servizi e infrastrutture sostenibili, in aggiunta alle più importanti iniziative di rigenerazione urbana in corso in Italia; promozione di iniziative accademiche per definire metodologie di valutazione ESG per l’impatto della rigenerazione urbana;

□  continuo impegno per la cultura:
– Gallerie d’Italiaaperti due nuovi musei nel 2022 con due importanti trasformazioni di edifici storici di proprietà della Banca a Torino e a Napoli, portando a quattro le sedi museali; 14 mostre, incluse:  a Milano la collezione Torlonia e la mostra sul mecenatismo, a Napoli Restituzioni (oltre 200 opere d’arte del patrimonio pubblico restaurate con il Ministero della Cultura) e Artemisia (con la National Gallery di Londra), a Torino le mostre fotografiche di Paolo Pellegrin e Gregory Crewdson commissionate dalla Banca su temi ESG di interesse, a Vicenza il tributo al viaggio di Magellano e l’itinerario inclusivo Argilla dedicato alla collezione della Banca di vasi greci;
– circa 480.000 visitatori (ingresso gratuito per gli under 18); 1.550 workshop per le scuole (circa 33.000 studenti); 260 percorsi gratuiti ideati per il pubblico costituito da persone fragili (circa 3.680 partecipanti) alle Gallerie d’Italia; 815 tour per adulti e 300 iniziative culturali (circa 30.000 persone);
– 277 opere d’arte dalle collezioni di proprietà della Banca in prestito per 61 mostre temporanee in sedi nazionali e internazionali;
– progetti per i giovani: nell’ambito della Gallerie d’Italia Academy, seconda edizione del corso di alta formazione per giovani manager del patrimonio culturale (30 studenti, 8 borse di studio, 60 docenti, 162 ore di lezione). Progetto con l’Istituto Europeo di Design (coinvolti 21 studenti del Corso di Fotografia). Progetto Euploos per la digitalizzazione dei disegni delle Gallerie degli Uffizi a Firenze (1.754 schede scientifiche e 3.250 immagini nel 2022);
– partnership con istituzioni e musei nazionali: Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023; progetti con Fondazioni Bancarie; fiere internazionali come Miart di Milano, Artissima e Salone del Libro di Torino; collaborazione con musei come Castello di Rivoli, Palazzo Strozzi di Firenze, Pinacoteca di Brera a Milano e Museo Archeologico Nazionale di Napoli;

□  promozione dell’innovazione:
– progetti di innovazione: 201 progetti di innovazione realizzati da Intesa Sanpaolo Innovation Center nel 2022 (circa 800 progetti di innovazione previsti nel Piano di Impresa 2022-2025);
– iniziative per la crescita delle start-up e lo sviluppo di ecosistemi di innovazione:
▫ Torino: lanciata la quarta classe del programma “Torino Cities of the Future Accelerator” gestito da Techstars; dall’avvio nel 2019, 35 start-up accelerate (11 team italiani), oltre 30 proof of concept con stakeholder del territorio, circa 51 milioni di euro di capitale raccolti, oltre 310 nuove risorse assunte dopo l’accelerazione;
▫ Firenze: avviata la fase di candidature per la seconda classe del programma triennale “Italian Lifestyle Accelerator Program” gestito da Nana Bianca; dal lancio nel 2021, 6 start-up italiane accelerate (oltre 210 candidate, 85% italiane) e circa 2 milioni di euro di capitale raccolti;
▫ Napoli: continuato il programma triennale di accelerazione in Bioeconomia “Terra Next” iniziato nel 2022, con Cassa Depositi e Prestiti, Cariplo Factory, aziende locali e partner scientifici e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con 8 start-up accelerate (circa 130 candidate, 83% italiane);
▫ Venezia: lanciato verso la fine di dicembre un nuovo programma triennale “Argo” (Ricettività e Turismo), sponsorizzato dalla Divisione Banca dei Territori e da Intesa Sanpaolo Innovation Center, sviluppato da Cassa Depositi e Prestiti, LVenture e con la collaborazione del Ministero del Turismo con l’obiettivo di 10 start-up all’anno;
▫ iniziativa Up2Stars, conclusa la prima edizione dell’iniziativa sviluppata dalla Divisione Banca dei Territori con il supporto di Intesa Sanpaolo Innovation Center, su 4 pilastri verticali (Digitale/Industria 4.0; Bioeconomia, focus su Agritech e Foodtech; Medtech/Sanità; Aerospaziale), con 40 start-up accelerate (circa 490 candidate);
▫ In Action ESG Climate, iniziativa promossa dalla Divisione Insurance con il supporto di Intesa Sanpaolo Innovation Center dedicata a promuovere lo sviluppo di nuove soluzioni per contrastare il cambiamento climatico e sostenere la transizione ecologica, mediante l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di nuovi modelli di business, conclusa premiando i tre migliori progetti presentati con un contributo totale di 500.000 euro;
▫ 2 programmi di accelerazione di start-up per la clientela completati a metà ottobre (oltre 15 start-up accelerate);
– sviluppo di progetti di ricerca applicata multidisciplinari: 14 progetti in corso (8 nel campo della neuroscienza e 6 nel campo dell’Intelligenza Artificiale e della robotica), di cui 7 lanciati nel 2022; rinnovata una collaborazione triennale con la Scuola IMT Alti Studi di Lucca e con il NS Lab;
– business transformation: 25 aziende coinvolte in programmi di open innovation; completato il supporto alle Fondazioni Compagnia di San Paolo e Cariplo per il loro Bando Evoluzioni riguardante la digitalizzazione del settore nonprofit; nel 2022 lanciati 4 progetti focalizzati sulla trasformazione da Circular Economy; realizzato a Tel Aviv un “Climate Innovation Tech Tour” per supportare clienti e start-up;
– diffusione della mentalità/cultura dell’innovazione: lanciata una nuova collezione di podcast sulle tematiche dell’innovazione (A prova di futuro) per la diffusione della cultura dell’innovazione, disponibili gratuitamente sul sito Intesa Sanpaolo; realizzati 32 eventi di positioning e match-making con circa 2.200 partecipanti; pubblicati 15 rapporti sull’innovazione riguardanti tecnologie e tendenze (5 nel quarto trimestre 2022, tra cui uno sulla “Decarbonizzazione”);
– Neva SGR ha completato con successo la raccolta di fondi per 250 milioni di euro per i suoi “Fondo Neva First” (lanciato nel 2020) e “Fondo Neva First Italia” (lanciato nel 2021); nel 2022, investimenti in start-up per oltre 54 milioni di euro, di cui circa 10 milioni nel quarto trimestre; lanciato il “Fondo Sviluppo Ecosistemi di Innovazione” finalizzato a supportare lo sviluppo di ecosistemi di innovazione, con 15 milioni di euro raccolti nel 2022;

□  accelerazione dell’impegno a zero emissioni nette:
– a seguito dell’adesione del Gruppo alla NetZero Banking Alliance (NZBA), alla Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI) e alla Net Zero Asset Owner Alliance (NZAOA) (°):
▫ in febbraio 2022: pubblicati nel Piano di Impresa 2022-2025 gli obiettivi fissati al 2030 per 4 settori ad alta emissione (Oil & Gas, Power Generation, Automotive e Coal Mining, che rappresentano oltre il 60% delle emissioni finanziate del portafoglio delle aziende non finanziarie nei settori identificati dalla NZBA);
▫ in aprile 2022: pubblicato sul sito internet di SBTi l’impegno di Intesa Sanpaolo per la convalida di SBTi;
▫ in ottobre 2022: Eurizon Capital SGR, Fideuram Asset Management SGR, Fideuram Asset Management Ireland e il Gruppo Assicurativo Intesa Sanpaolo Vita hanno pubblicato i primi obiettivi intermedi;
– in corso active engagement, che include:
▫ partecipazione a workgroup/workstream di Glasgow Financial Alliance for Net-Zero, NZBA, NZAOA, Institutional Investors’ Group on Climate Change, con contributo a relative pubblicazioni e casi di studio dedicati (inclusione degli obiettivi di Intesa Sanpaolo nel primo NZBA 2022 Progress Report, casi di studio sul target setting di Intesa Sanpaolo e Transition finance, ecc…);
▫ in giugno 2022: Intesa Sanpaolo è diventata un investitore sottoscrittore di CDP;
▫ in ottobre 2022: Eurizon ha aderito alla CDP Science-Based Targets Campaign, promuovendo la trasparenza ambientale delle aziende;
– le Linee Guida del Gruppo per la governance dei rischi ESG sono state riviste ad aprile 2022 in linea con gli sviluppi regolamentari e le iniziative riguardanti clima e ambiente in corso;
– in novembre 2022, Intesa Sanpaolo è stata l’unica banca italiana a partecipare al COP27 a Sharm El Sheik;
– definita la nuova proposta del Gruppo per il mercato volontario del carbonio, finalizzata a supportare i clienti nella riduzione delle emissioni lorde di CO2, gestendo le emissioni residue e proteggendo e salvaguardando i terreni forestali;

□  supporto alla clientela nella transizione ESG/climate:
– erogati circa 32 miliardi di euro tra il 2021 e il 2022 dei 76 miliardi di nuovo credito disponibile a supporto di green economy, economia circolare e transizione ecologica in relazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 2021-2026;
– nel 2022 circa 2,6 miliardi di euro di Mutui Green dei 12 miliardi di nuovo credito Green agli individui nell’arco del Piano di Impresa 2022-2025;  

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(°)  Il Gruppo ha aderito anche alla Net Zero Insurance Alliance (NZIA).

 

– 8 miliardi di euro di linee di credito per l’economia circolare annunciati nel Piano di Impresa 2022-2025: nel 2022 valutati e validati 420 progetti per un ammontare di 9,1 miliardi di euro, concessi 4,7 miliardi di euro in 230 operazioni (di cui 2,6 miliardi relativi a Green Finance) ed erogati 3,1 miliardi (di cui 2,2 miliardi relativi a Green Finance); rinnovata la partnership con la Ellen MacArthur Foundation e con Cariplo Factory per il Circular Economy Lab;
– attivati i primi otto Laboratori ESG (a Venezia, Padova, Brescia, Bergamo, Cuneo, Bari-Taranto, Roma e Napoli-Palermo), un punto di incontro fisico e virtuale per supportare le piccole e medie imprese nell’approccio alla sostenibilità, ed evoluzione dei servizi di consulenza offerti dai partner (es. Circularity, Nativa, CE Lab e altri);
– continuo successo della gamma dei prodotti S-Loan dedicati alle piccole e medie imprese per finanziare progetti finalizzati a migliorare il proprio profilo di sostenibilità (5 linee di prodotti: S-Loan ESG, S-Loan Diversity, S-Loan Climate Change, S-Loan Agribusiness e S-Loan Turismo): circa 2,2 miliardi di euro erogati nel 2022 (circa 3,5 miliardi dal lancio nel luglio 2020); a marzo 2022, Intesa Sanpaolo ha vinto i Milano Finanza Banking Awards per il suo prodotto S-Loan e per la piattaforma di formazione ESG dedicata ai clienti corporate (Skills4ESG);
– nell’ottobre 2021 lanciati i Digital Loans (D-Loans) finalizzati a migliorare la digitalizzazione delle aziende: 22 milioni di euro erogati dal lancio;
– in dicembre 2021 lanciati i Suite Loans finalizzati all’incentivazione degli investimenti per riqualificare/migliorare strutture alberghiere e servizi ricettivi: 10 milioni di euro erogati dal lancio;
– definita l’evoluzione ESG/Climate del credit framework per le aziende non finanziarie, avvalendosi dell’heatmap settoriale, dell’ESG scoring delle controparti e di una nuova definizione di prodotti sostenibili;
– accelerazione della consulenza ESG alla clientela corporate per guidare la transizione energetica con un approccio scalabile; con focus sui settori Energia, Infrastrutture e Automotive & Industrials;
– definita un’iniziativa di value proposition ESG per i segmenti di clientela corporate e piccole e medie imprese delle banche del Gruppo in Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia e Egitto;
– rafforzamento dell’offerta di prodotti di investimento ESG sia di asset management sia assicurativi, con un’incidenza sul totale del risparmio gestito di Eurizon cresciuta al 54%;
– lanciati due fondi “Eurizon Step 50 Objective Net Zero”, che investono in aziende con obiettivi di zero emissioni nette di gas serra entro il 2050;
– impegno continuo in attività di Stewardship: nel 2022 Eurizon Capital SGR ha partecipato a 254 assemblee degli azionisti (di cui il 73% costituito da società quotate all’estero) e a 538 engagement (di cui il 50% su tematiche ESG);
– rivisto il modello di consulenza di Fideuram per includere principi ESG nella pianificazione finanziaria basata sulle necessità e lanciato un programma completo di formazione per la certificazione ESG per i consulenti finanziari (oltre 51.000 ore erogate a 3.057 partecipanti nel 2022) e per private banker dipendenti e agenti (circa 13.900 ore erogate a 1.043 partecipanti);
– nel 2022 la Divisione Private Banking ha realizzato 47 Customer Events (28 in presenza e 19 digitali) per un totale di 11.150 partecipanti (5.000 in presenza e 6.150 digitalmente).

Intesa Sanpaolo è l’unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Sustainability Indices, nella CDP Climate A list 2022 e nel 2023 Corporate Knights “Global 100 Most Sustainable Corporations in the World Index” e si classifica prima tra le banche del peer group nelle valutazioni internazionali Sustainalytics e Bloomberg (ESG Disclosure Score). Inoltre, Intesa Sanpaolo:
–    è stata inserita per il sesto anno consecutivo nell’indice riguardante la parità di genere Bloomberg Gender-Equality Index 2023registrando un punteggio ampiamente superiore alla media del settore finanziario a livello mondiale e delle società italiane;
–    è stata riconosciuta come prima banca in Europa e seconda al mondo nel Diversity and Inclusion Index 2022 di Refinitiv tra le 100 migliori aziende per diversità e inclusione;
    è stata la prima tra i maggiori gruppi bancari italiani a ottenere la certificazione per la parità di genere “Prassi di Riferimento (PDR) 125:2022”, prevista dal PNRR, per l’impegno nella diversity & inclusion;
–    è stata tra le prime europee ad aver ottenuto la prestigiosa certificazione internazionale Gender Equality European & International Standard (GEEIS-Diversitysu diversity & inclusion;

·   le persone del Gruppo sono la risorsa più importante:
– assunti circa 1.300 professional tra il 2021 e il 2022;
– nel 2022: riqualificate circa 2.000 persone; erogate circa 12,6 milioni di ore di formazione, di cui oltre 640.000 su tematiche ESG;
– oltre 140 talenti hanno già completato il percorso di sviluppo nell’ambito dell’International Talent Program, tuttora in corso per altre circa 180 persone: circa 170 nuovi talenti sono stati selezionati e inizieranno il programma entro il primo trimestre 2023 (circa 150 colleghi interni e 20 assunti dal mercato esterno);
– individuate circa 430 key people soprattutto nell’ambito del middle management per iniziative dedicate di sviluppo e formazione;
– live webinarpodcast, contenuti video, articoli e altre iniziative (anche in presenza), e Programma di Assistenza ai Dipendenti (supporto psicologico) per favorire il benessere delle persone;
– attuato il nuovo piano di incentivazione a lungo termine per supportare gli obiettivi del Piano di Impresa e favorire l’imprenditorialità individuale;
– conclusa la costituzione del nuovo campione nazionale della formazione con l’aggregazione tra Intesa Sanpaolo Formazione e Digit’Ed, società del Fondo Nextalia;
– nuovo quadro organizzativo più vicino alle esigenze delle persone del Gruppo, con maggiore flessibilità in termini di orario lavorativo giornaliero, smart working e introduzione della settimana lavorativa di quattro giorni su base volontaria a parità di retribuzione;
– definiti e condivisi gli obiettivi di diversity & inclusion 2022 per ogni unità organizzativa, inclusa l’implementazione del nuovo impegno per la parità di genere nell’accesso ai ruoli di senior leadership; lanciato il monitoraggio degli obiettivi 2022 per ciascuna Divisione e Area di Governo; avviata la collaborazione con ISPROUD, la prima community di persone del Gruppo, che ha accolto oltre 400 persone LGBTQ+ e alleati;
– Intesa Sanpaolo riconosciuta Top Employer 2023 per il secondo anno consecutivo da Top Employers Institute e classificata al primo posto nella classifica Top Companies 2022 di LinkedIn;
– contributo economico straordinario di circa 80 milioni di euro alle persone di Intesa Sanpaolo – escludendo i dirigenti – per mitigare l’impatto dell’inflazione;

●  buyback: il Consiglio di Amministrazione riunitosi oggi ha deliberato di dare esecuzione al buyback per il restante ammontare di 1,7 miliardi di euro autorizzato dalla BCE. Il buyback verrà effettuato nel rispetto dei termini autorizzati dall’Assemblea del 29 aprile 2022, che in particolare prevedono l’acquisto delle azioni proprie e il loro annullamento entro la data di stacco del dividendo relativo al bilancio di esercizio chiusosi al 31 dicembre 2022, ossia entro il 22 maggio 2023. La data di avvio del programma di acquisto e i relativi dettagli verranno resi noti nei prossimi giorni;

●  saldo dividendi cash per 1.648 milioni di euro: il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 3.047.836.282,28 euro complessivamente a valere sull’utile 2022, corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato, che, tenendo conto dell’acconto dividendi pagato lo scorso novembre pari a 1.399.608.167,99 euro (*), porta alla proposta di distribuzione di 1.648.228.114,29 euro a saldo. Sulla base dell’attuale numero di 18.988.803.160 azioni ordinarie in cui è suddiviso il capitale sociale, il saldo dividendi è pari a 8,68 centesimi di euro per azione (**), al lordo delle ritenute di legge; i dividendi relativi alle azioni che saranno state annullate al completamento del predetto buyback verranno proporzionalmente attribuiti alle altre azioni in circolazione che ne avranno diritto; alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date non spettano dividendi, e il relativo importo sarà girato a riserva straordinaria. Tale distribuzione, se approvata dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 24 maggio 2023 (con stacco cedole il 22 maggio e record date il 23 maggio). Rapportando l’importo unitario a saldo di 8,68 centesimi di euro al prezzo di riferimento dell’azione registrato ieri, risulta un rendimento (dividend yield) pari a 3,5%; se si rapporta anche l’importo unitario di 7,38 centesimi di euro corrisposto come acconto nello scorso novembre, il dividend yield complessivo a valere sull’esercizio 2022 risulta pari a 6,5%.

_______
(*)        Acconto dividendi considerato al netto della quota non distribuita relativa alle azioni proprie in portafoglio alla record date, per un importo pari ad euro 1.765.505,22.
(**)     L’importo unitario potrà variare in aumento considerando l’esecuzione del predetto programma di acquisto di azioni proprie finalizzato all’annullamento. Intesa Sanpaolo provvederà a comunicare l’importo definitivo del dividendo unitario al termine di tale programma, e comunque entro e non oltre la data del 18 maggio 2023.

 

Nel 2022, per il Gruppo si registra:

●  utile netto pari a 5.499 milioni di euro escludendo 1,4 miliardi di euro di accantonamenti / rettifiche di valore per Russia e Ucraina (+31,4% rispetto a 4.185 milioni del 2021), utile netto contabile a 4.354 milioni;

●  risultato corrente lordo in crescita dell’ 11,5% rispetto al 2021;

●  risultato della gestione operativa in aumento del 7,4% rispetto al 2021;

●  proventi operativi netti in crescita del 3,3% rispetto al 2021;

●  costi operativi in diminuzione dello 0,4% rispetto al 2021;

●  elevata efficienza, con un cost/income al 50,9% nel 2022, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

●  costo del rischio nel 2022 a 70 centesimi di punto (da 59 nel 2021), a 30 se si escludono gli stanziamenti pari a circa 1,3 miliardi per l’esposizione a Russia e Ucraina e a circa 1,2 miliardi per overlay e per favorire il de-risking, al netto di circa 0,7 miliardi di euro di rilascio a valere sulle rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19 (da 25 nell’esercizio 2021 se si esclude lo stanziamento per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati), con 0,9 miliardi di euro di overlay per accantonamenti generici ancora disponibili;

●  miglioramento della qualità del credito (°):
–    riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, pari a circa 4,6 miliardi di euro da fine 2021 e a circa 54 miliardi dal picco di settembre 2015;
–    lo stock di crediti deteriorati scendedal dicembre 2021, del 30,2% al lordo delle rettifiche di valore e del 22,3% al netto;
–    l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari al 2,3% al lordo delle rettifiche di valore e all’ 1,2% al netto (°°). Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari all’ 1,9% al lordo delle rettifiche di valore e all’ 1% al netto;

●  elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
–    livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 48,4% a fine dicembre 2022, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 69,2%;
–    robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,6% a fine dicembre 2022;

_______
(°)        L’ammontare di moratorie in essere a fine dicembre 2022 è pari a circa 0,1 miliardi di euro (dei quali circa il 47% relativi a imprese e circa il 53% a famiglie), nessun ammontare materiale in ottemperanza ai criteri EBA. L’ammontare di crediti garantiti dallo Stato è pari a circa 32 miliardi di euro (circa 5 miliardi SACE e circa 27 miliardi Fondo PMI).
(°°)       Dai crediti deteriorati a fine dicembre 2022 sono esclusi i portafogli classificati come destinati a prossime cessioni, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari a circa 0,7 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e 0,4 miliardi al netto.

 

●  patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 dicembre 2022, deducendo dal capitale (°) 1.399,6 milioni di acconto dividendi 2022 pagato a novembre 2022 (°°), 1.648,2 milioni di saldo dividendi 2022 proposto e 3,4 miliardi di euro di buyback (°°°), il Common Equity Tier 1 ratio  calcolato applicando i criteri transitori  in vigore per il 2022 è risultato pari al 13,8% (8) e il Common Equity Tier 1 ratio a regime al 13,5% (9) (10) senza considerare circa 125 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA)di cui oltre 30 nel 2023-2025, rispetto a un requisito SREP – comprensivo  di  Capital Conservation  Buffer,  O-SII  Buffer  e  Countercyclical  Capital  Buffer (*) – da rispettare nel 2022 pari all’ 8,95% (**) e da rispettare nel 2023 pari all’ 8,91% (**);

●  elevata liquidità e forte capacità di fundinga fine dicembre 2022, attività liquide per 298 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 178 miliardiampiamente rispettati i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3. Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari al 31 dicembre 2022 a circa 96 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III;

●  supporto all’economia reale: circa 81 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel 2022, con circa 58 miliardi in Italia, di cui circa 52 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 4.000 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel 2022 e oltre 137.000 dal 2014, preservando rispettivamente circa 20.000 e 690.000 posti di lavoro.

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(°)        Deducendo dal capitale anche le cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°)       Rispetto all’acconto dividendi approvato dal Consiglio di Amministrazione, per un ammontare totale pari a 1.401,4 milioni, la deduzione è al netto della quota non distribuita relativa alle azioni proprie in portafoglio alla record date, pari a 1,8 milioni.
(°°°)     Importo – approvato dall’Assemblea e autorizzato dalla BCE – equivalente al dividendo sospeso per il 2019.
(8)      Calcolato includendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(9)      Calcolato escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(10)    Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime stimato pari al 14,9% considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro – esente da imposte – a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all’acquisizione di UBI Banca e all’accordo sindacale di novembre 2021 e la prevista distribuzione a valere sull’utile assicurativo del 2022.
(*)       Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 31 dicembre 2022 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2024 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per il 2022 e il primo trimestre 2023).
(**)     Applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi da Common Equity Tier 1.

 

I risultati di conto economico del quarto trimestre 2022

Il conto economico consolidato del quarto trimestre 2022 registra interessi netti pari a 3.064 milioni di euro, in aumento del 28,4% rispetto ai 2.387 milioni del terzo trimestre 2022 e del 56,7% rispetto ai 1.955 milioni del quarto trimestre 2021.

Le commissioni nette sono pari a 2.222 milioni di euro, in crescita del 3,2% rispetto ai 2.153 milioni del terzo trimestre 2022. In dettaglio, si registra una diminuzione del 4% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una crescita del 6,7% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,…), nel cui ambito si registra un aumento del 24,6% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, dell’ 1,5% per quella relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 24 milioni nel quarto trimestre 2022 e a 8 milioni di euro nel terzo trimestre 2022) e del 13,7% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Le commissioni nette del quarto trimestre 2022 diminuiscono dell’ 11,8% rispetto ai 2.518 milioni del quarto trimestre 2021. In dettaglio, si registra una crescita del 5% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 21% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 27,1%, quello da risparmio gestito del 23,6% (con commissioni di performance pari a 193 milioni di euro nel quarto trimestre 2021) e quello da prodotti assicurativi del 2,6%.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 402 milioni di euro, rispetto ai 436 milioni del terzo trimestre 2022 e ai 410 milioni del quarto trimestre 2021.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value registra un saldo negativo per 2 milioni di euro, rispetto al saldo positivo per 51 milioni del terzo trimestre 2022, con la componente relativa alla clientela che registra un saldo positivo in diminuzione a 91 milioni da 105 milioni, quella di capital markets che registra un saldo negativo per 74 milioni rispetto a un saldo negativo per 173 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che registra un saldo negativo per 2 milioni rispetto a un saldo positivo di 129 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo negativo per 17 milioni rispetto a un saldo negativo per 10 milioni. Il risultato negativo per 2 milioni del quarto trimestre 2022 si confronta con il saldo positivo per 111 milioni del quarto trimestre 2021, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 83 milioni, quello della componente di capital markets di 118 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria negativo per 89 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito negativo per un milione.

proventi operativi netti sono pari a 5.674 milioni di euro, in aumento del 13,1% rispetto ai 5.015 milioni del terzo trimestre 2022 e del 13,2% rispetto ai 5.012 milioni del quarto trimestre 2021.

costi operativi ammontano a 3.130 milioni di euro (comprendenti 36 milioni, inclusi nelle spese personale, di contributo una tantum alle persone di Intesa Sanpaolo per mitigare l’impatto dell’inflazione), in aumento del 18,6% rispetto ai 2.640 milioni del terzo trimestre 2022, a seguito di un aumento dell’ 17,7% per le spese del personale, del 24,5% per le spese amministrative e del 9,9% gli ammortamenti; i costi operativi del quarto trimestre 2022 aumentano del 3,2% rispetto ai 3.032 milioni del corrispondente trimestre 2021, a seguito di un aumento del 5,2% per le spese del personale e del 2,1% per gli ammortamenti e di una diminuzione dello 0,5% per le spese amministrative.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.544 milioni di euro, in crescita del 7,1% rispetto ai 2.375 milioni del terzo trimestre 2022 e del 28,5% rispetto ai 1.980 milioni del quarto trimestre 2021. Il cost/income ratio nel quarto trimestre 2022 è pari al 55,2%, rispetto al 52,6% del terzo trimestre 2022 e al 60,5% del quarto trimestre 2021.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 1.185 milioni di euro (comprendenti circa 10 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina, circa un miliardo per overlay e per favorire il de-risking e circa 0,2 miliardi di rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19),  rispetto a 496 milioni del terzo trimestre 2022 (che includevano 196 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina) e a 1.222 milioni del quarto trimestre 2021 (che includevano rettifiche di valore addizionali pari a 1.247 milioni per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati).

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 113 milioni di euro (comprendenti 59 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto ai 45 milioni del terzo trimestre 2022 e ai 415 milioni del quarto trimestre 2021 (che includevano circa 170 milioni per il rafforzamento delle riserve assicurative).

Gli altri proventi netti sono pari a 55 milioni di euro, rispetto a 4 milioni di euro nel terzo trimestre 2022 e a 78 milioni nel quarto trimestre 2021 (che includevano la plusvalenza di 97 milioni derivante dalla cessione del ramo acquiring ex UBI Banca).

L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente al terzo trimestre 2022 e al quarto trimestre 2021.

Il risultato corrente lordo è pari a 1.301 milioni di euro, rispetto a 1.838 milioni del terzo trimestre 2022 e a 421 milioni del quarto trimestre 2021.

Il risultato netto consolidato è pari a 1.070 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
–    imposte sul reddito per 50 milioni di euro, che includono un beneficio di 320 milioni derivante dall’iscrizione di imposte differite attive relative a ex UBI Banca;
–    oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 78 milioni;
–    effetti economici negativi derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 59 milioni;
    tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 32 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 6 milioni riguardanti il fondo di risoluzione, per 14 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 5 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 6 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni negative di fair value per 13 milioni riguardanti Atlante. La voce ammontava a 266 milioni di euro nel terzo trimestre 2022, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per un milione riguardanti il fondo di risoluzione, per 385 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano stimati per l’intero 2022, per 3 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 5 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e per 3 milioni relativi allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e variazioni positive di fair value per 5 milioni riguardanti Atlante. Nel quarto trimestre 2021 questa voce era ammontata a 23 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per un milione riguardanti il fondo di risoluzione, per 25 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 6 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni negative di fair value per un milione riguardanti Atlante;
–    un utile di pertinenza di terzi per 12 milioni di euro.

Il risultato netto pari a 1.070 milioni di euro nel quarto trimestre 2022 si confronta con quello pari a 930 milioni nel terzo trimestre 2022 e a 179 milioni nel quarto trimestre 2021.

 

I risultati di conto economico del 2022 (°)

Il conto economico consolidato del 2022 registra interessi netti pari a 9.500 milioni di euro, in crescita del 20,2% rispetto ai 7.905 milioni del 2021.

Le commissioni nette sono pari a 8.919 milioni di euro, in diminuzione del 6,4% rispetto ai 9.527 milioni del 2021. In dettaglio, si registra una crescita del 5,4% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 13,8% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,…), nel cui ambito si registra una diminuzione del 32,8% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 13,7% per quella relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 44 milioni nel 2022 e a 367 milioni di euro nel 2021) e dell’ 1,2% per quella relativa ai prodotti assicurativi.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 1.705 milioni di euro, rispetto a 1.629 milioni del 2021.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 1.378 milioni di euro, rispetto a 1.635 milioni del 2021, con la componente relativa alla clientela che aumenta a 374 milioni da 321 milioni, quella di capital markets che registra un saldo negativo per 336 milioni rispetto a un saldo positivo per 691 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che sale a 1.389 milioni da 614 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo negativo per 49 milioni rispetto a un saldo positivo per 9 milioni.

proventi operativi netti sono pari a 21.470 milioni di euro, in aumento del 3,3% rispetto ai 20.793 milioni del 2021.

costi operativi ammontano a 10.934 milioni di euro (comprendenti 36 milioni, inclusi nelle spese personale, di contributo una tantum alle persone di Intesa Sanpaolo per mitigare l’impatto dell’inflazione), in diminuzione dello 0,4% rispetto ai 10.980 milioni del 2021, a seguito di spese del personale in linea, di spese amministrative in diminuzione del 2,7% e di ammortamenti in aumento del 3%.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 10.536 milioni di euro, in crescita del 7,4% rispetto ai 9.813 milioni del 2021. Il cost/income ratio nel 2022 è pari al 50,9%, rispetto al 52,8% del 2021.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 3.113 milioni di euro (comprendenti circa 1,3 miliardi per l’esposizione a Russia e Ucraina, circa 1,2 miliardi per overlay e per favorire il de-risking e circa 0,7 miliardi di rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19), rispetto a 2.766 milioni del 2021 (che includevano rettifiche di valore addizionali pari a 1.615 milioni per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati).

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 281 milioni di euro (comprendenti 80 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto a 851 milioni del 2021 (comprendenti circa 295 milioni per il rafforzamento delle riserve assicurative).

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(°)  I dati relativi al primo semestre 2021 sono stati riesposti come “Dati rideterminati” per tenere conto, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell’inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, come riportato nella nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 29.

 

Gli altri proventi netti sono pari a 202 milioni di euro (comprendenti 195 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione di Intesa Sanpaolo Formazione e 41 milioni di oneri di erogazione liberale una tantum alle persone di Intesa Sanpaolo per mitigare l’impatto dell’inflazione), rispetto a 332 milioni nel 2021 (comprendenti la plusvalenza di 194 milioni derivante dalla cessione del ramo di azienda relativo alle attività di Banca Depositaria e Fund Administration di Fideuram Bank Luxembourg e di 97 milioni derivante dalla cessione del ramo acquiring ex UBI Banca).

L’utile delle attività operative cessate è nullo, rispetto a 58 milioni nel 2021.

Il risultato corrente lordo è pari a 7.344 milioni di euro, in crescita dell’ 11,5% rispetto a 6.586 milioni del 2021.

Il risultato netto consolidato è pari a 4.354 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
–    imposte sul reddito per 2.059 milioni di euro, che includono un beneficio di 117 milioni derivante dal riallineamento fiscale di attività intangibili e di 320 milioni derivante dall’iscrizione di imposte differite attive relative a ex UBI Banca;
–    oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 140 milioni;
–    effetti economici negativi derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 211 milioni;
    tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 576 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 369 milioni relativi al contributo al fondo di risoluzione, per 399 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 25 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 23 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere, per 5 milioni relativi allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e variazioni negative di fair value per 15 milioni riguardanti Atlante. La voce ammontava a 512 milioni di euro nel 2021, derivanti da oneri ante imposte per 382 milioni relativi al contributo al fondo di risoluzione, per 331 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 9 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 22 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e per 2 milioni relativi a variazioni negative di fair value riguardanti Atlante.
–    un utile di pertinenza di terzi per 4 milioni di euro.

Il risultato netto di 4.354 milioni di euro del 2022 è in crescita del 4% rispetto ai 4.185 milioni del 2021.

 

Lo stato patrimoniale al 31 dicembre 2022

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 31 dicembre 2022 i finanziamenti verso la clientela sono pari a 447 miliardi di euro, in diminuzione del 4,1% rispetto al 31 dicembre 2021 (in diminuzione del 5,8% rispetto al terzo trimestre 2022 e in crescita dell’ 1,9% rispetto al 2021 considerando i volumi medi (*) di periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 5.496 milioni di euro, in diminuzione del 22,3% rispetto ai 7.077 milioni del 31 dicembre 2021. In quest’ambito, i crediti in sofferenza diminuiscono a 1.131 milioni di euro da 2.130 milioni del 31 dicembre 2021, con un’incidenza sui crediti complessivi pari allo 0,3% (0,5% al 31 dicembre 2021), e un grado di copertura al 69,2% (70,4% a fine 2021). Le inadempienze probabili diminuiscono a 3.952 milioni di euro da 4.325 milioni del dicembre 2021 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 413 milioni di euro da 622 milioni a fine 2021.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 1.222 miliardi di euro, in diminuzione del 4,8% rispetto al 31 dicembre 2021. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 545 miliardi, in diminuzione del 2,1% rispetto al 31 dicembre 2021. Il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 174 miliardi, in diminuzione del 15,1% rispetto al 31 dicembre 2021. La raccolta indiretta ammonta a 675 miliardi, in diminuzione del 7% rispetto al 31 dicembre 2021. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 430 miliardi, in diminuzione del 9,9% rispetto al 31 dicembre 2021; la nuova produzione vita nel 2022 ammonta a 15,8 miliardi di euro. La raccolta amministrata è pari a 245 miliardi, in diminuzione dell’ 1,2% rispetto al 31 dicembre 2021.

coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2022 – calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2022, deducendo dal capitale (°) 1.399,6 milioni di acconto dividendi 2022 pagato a novembre 2022 (°°), 1.648,2 milioni di saldo dividendi 2022 proposto e 3,4 miliardi di euro di buyback (°°°) – risultano pari a:
–       13,8% per il Common Equity Tier 1 ratio (11) (14,5% a fine 2021 (12)),
–       16,2% per il Tier 1 ratio (11) (16,4% a fine 2021 (12)),
–       19,1% per il coefficiente patrimoniale totale (11) (19,1% a fine 2021 (12)).

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________
(*)    Escluso il finanziamento alle Banche in Liquidazione Coatta Amministrativa (ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).
(°)     Deducendo dal capitale anche le cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°)   Rispetto all’acconto dividendi approvato dal Consiglio di Amministrazione, per un ammontare totale pari a 1.401,4 milioni, la deduzione è al netto della quota non distribuita relativa alle azioni proprie in portafoglio alla record date, pari a 1,8 milioni.
(°°°)  Importo – approvato dall’Assemblea e autorizzato dalla BCE – equivalente al dividendo sospeso per il 2019.
(11)  Includendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 13,5% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 16% per il Tier 1 ratio e al 19% per il coefficiente patrimoniale totale.
(12)  Secondo i criteri transitori in vigore per il 2021. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 14% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 15,9% per il Tier 1 ratio e al 18,9% per il coefficiente patrimoniale totale.

 

Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza – oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali – sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
–    un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 178 miliardi di euro a fine dicembre 2022,
–    un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile – esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale – e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 298 miliardi di euro a fine dicembre 2022,
–    operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti pari al 31 dicembre 2022 a circa 96 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III,
–    fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta – bancaria – da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per l’ 85% dalla componente retail,
–    raccolta a medio lungo termine wholesale per 6,3 miliardi di euro nel 2022, nel cui ambito operazioni benchmark di Additional Tier 1 per un miliardo di euro, di green senior non-preferred per un miliardo di euro, di Tier 2 per 400 milioni di sterline, di social senior preferred per 750 milioni di euro e di senior preferred e senior non-preferred per 2 miliardi di dollari complessivi (per circa il 91% collocate presso investitori esteri).

Il leverage ratio al 31 dicembre 2022 (che include le esposizioni verso la Banca Centrale Europea) è pari a 5,6% applicando i criteri transitori in vigore per il 2022 e a 5,5% applicando i criteri a regime, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.

* * *

Al 31 dicembre 2022, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 4.565 sportelli bancari – 3.611 in Italia e 954 all’estero – e 95.574 persone.

* * *

 

I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
–    clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 250.000 euro e reddito netto annuo inferiore a 50.000 euro, attività/aziende con minore complessità di esigenze);
–    clientela Exclusive (clienti privati con attività finanziarie da 250.000 euro a un milione di euro o con reddito netto annuo superiore a 50.000 euro);
–    clientela Imprese (aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni);
–    clientela costituita da enti nonprofit.

La Divisione include l’attività di banca di prossimità, effettuata – mediante Mooney, partnership tra la controllata Banca 5 (ridenominata Isybank dal 1° gennaio 2023) e il Gruppo ENEL – avvalendosi di canali alternativi agli sportelli bancari, con focalizzazione sull’instant banking per fasce di clientela poco bancarizzate.

La Divisione Banca dei Territori nel quarto trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 2.288  milioni, +6,6% rispetto a 2.146 milioni del terzo trimestre 2022;
–    costi operativi per 1.756 milioni, +14% rispetto a 1.540 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato della gestione operativa di 532 milioni, -12,2% rispetto a 606 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un cost/income ratio al 76,8% rispetto al 71,8%  del terzo trimestre 2022;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 848 milioni, rispetto a 162 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato lordo pari a -316 milioni, rispetto a 443 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a -258 milioni, rispetto a 73 milioni del terzo trimestre 2022.

La Divisione Banca dei Territori nel 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 8.813  milioni, -0,5% rispetto a 8.853 milioni del 2021, pari a circa il 41% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (43% nel 2021);
–    costi operativi per 6.397 milioni, -1,6% rispetto a 6.499 milioni del 2021;
–    un risultato della gestione operativa di 2.416 milioni, +2,6% rispetto a  2.354 milioni del 2021;
–    un cost/income ratio al 72,6% rispetto al 73,4%  del 2021;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 1.306 milioni, rispetto a 1.352 milioni del 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 1.121 milioni, rispetto a 1.013 milioni del 2021;
–    un risultato netto pari a 471 milioni, rispetto a 316 milioni del 2021.

 

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking comprende:
–       Client Coverage & Advisory, che include in particolare Institutional Clients cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie e Global Corporate cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 7 comparti di attività: Automotive & IndustrialsBasic Materials & HealthcareFood & Beverage and DistributionRetail & LuxuryInfrastructure & Real Estate PartnersEnergyTelecom, Media & Technology;
–       Distribution Platforms & GTB, che include in particolare Global Transaction Banking cui compete la gestione dei servizi transazionali e International Network cui compete lo sviluppo internazionale della Divisione e la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Brasil e Banca Intesa nella Federazione Russa);
–       Global Banking & Markets, deputata in particolare all’attività di finanza strutturata, primary markets e capital markets (equity e debt capital markets).

Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking nel quarto trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 883 milioni, -0,6% rispetto a 888 milioni del terzo trimestre 2022;
–    costi operativi per 397 milioni, +11,4% rispetto a 356 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato della gestione operativa di 486 milioni, -8,6% rispetto a 532 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un cost/income ratio al 44,9% rispetto al 40,1%  del terzo trimestre 2022;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 234 milioni, rispetto a 329 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato corrente lordo pari a 252 milioni, rispetto a 202 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 142 milioni, rispetto a 134 milioni del terzo trimestre 2022.

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking nel 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 4.333 milioni, -6,5% rispetto a 4.636 milioni del 2021, pari a circa il 20% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (22% nel 2021);
–    costi operativi per 1.418 milioni, +3,4% rispetto a 1.372 milioni del 2021;
–    un risultato della gestione operativa di 2.915 milioni, -10,7% rispetto a 3.264 milioni del 2021;
–    un cost/income ratio al 32,7% rispetto al 29,6%  del 2021;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 1.695 milioni, rispetto a 25 milioni del 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 1.220 milioni, rispetto a 3.239 milioni del 2021;
–    un risultato netto pari a 681 milioni, rispetto a 2.247 milioni del 2021.

 

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione IMI Corporate & Investment Banking. La Divisione opera con l’HUB Europa Sud-Orientale, costituito da Privredna Banka Zagreb in Croazia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina e Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, l’HUB Europa Centrale, costituito da VUB Banka in Slovacchia e Repubblica Ceca e CIB Bank in Ungheria, e con Intesa Sanpaolo Bank Albania, Intesa Sanpaolo Bank Romania, Banca Intesa Beograd in Serbia, Bank of Alexandria in Egitto, Pravex Bank in Ucraina e Eximbank in Moldavia.

La Divisione International Subsidiary Banks nel quarto trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 608 milioni, +6% rispetto a 573 milioni del terzo trimestre 2022;
–    costi operativi per 316 milioni, +11,4% rispetto a 284 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato della gestione operativa di 292 milioni, +0,8% rispetto a 290 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un cost/income ratio al 52% rispetto al 49,5% del terzo trimestre 2022;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 120 milioni, rispetto a 44 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato corrente lordo pari a 204 milioni, rispetto a 248 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 152 milioni, rispetto a 186 milioni del terzo trimestre 2022.

La Divisione International Subsidiary Banks nel 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 2.227  milioni, +12,9% rispetto a 1.972 milioni del 2021, pari a circa il 10% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (9% nel 2021);
–    costi operativi per 1.118 milioni, +4,3% rispetto a 1.072  milioni del 2021;
–    un risultato della gestione operativa di 1.109 milioni, +23,2% rispetto a 900 milioni del 2021;
–    un cost/income ratio al 50,2% rispetto al 54,4%  del 2021;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 365 milioni, rispetto a 231 milioni del 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 779 milioni, rispetto a 676 milioni del 2021;
–    un risultato netto pari a 504 milioni, rispetto a 463 milioni del 2021.

La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Intesa Sanpaolo Private Banking, IW Private Investments, SIREF Fiduciaria, Fideuram Bank Luxembourg e Compagnie de Banque Privée Quilvest fuse dal 1° gennaio 2023 con la nuova denominazione Intesa Sanpaolo Wealth Management, Reyl Intesa Sanpaolo, Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking Asset Management e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel quarto trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 726 milioni, +23,2% rispetto a 589 milioni del terzo trimestre 2022;
–    costi operativi per 255 milioni, +17,3% rispetto a 217 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato della gestione operativa di 471 milioni, +26,7% rispetto a 372 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un cost/income ratio al 35,1% rispetto al 36,8%  del terzo trimestre 2022;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 14 milioni, rispetto a riprese di valore nette pari a 4 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato corrente lordo pari a 457 milioni, rispetto a 376 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 284 milioni, rispetto a 235 milioni del terzo trimestre 2022.

La Divisione Private Banking nel 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 2.475 milioni, +3,3% rispetto a 2.395 milioni del 2021, pari a circa il 12% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (12% anche nel 2021);
–    costi operativi per 921 milioni, +0,8% rispetto a 914 milioni del 2021;
–    un risultato della gestione operativa di 1.554 milioni, +4,9% rispetto a 1.481 milioni del 2021;
–    un cost/income ratio al 37,2% rispetto al 38,2% del 2021;
–    riprese di valore nette pari a un milione, rispetto a un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 34 milioni del 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 1.555 milioni, rispetto a 1.641 milioni del 2021;
–    un risultato netto pari a 1.034 milioni, rispetto a 1.076 milioni del 2021.

 

La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital S.A., asset manager lussemburghese rivolto allo sviluppo sul mercato internazionale, Epsilon SGR, specializzata in prodotti strutturati, Eurizon Asset Management Slovakia a cui fanno capo Eurizon Asset Management Hungary e Eurizon Asset Management Croatia (polo dell’asset management nell’Est Europa), Eurizon Capital Real Asset SGR, dedicata ad asset class alternative, Eurizon SLJ Capital LTD, asset manager inglese concentrato su strategie macro e valutarie, Eurizon Capital Asia Limited e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

La Divisione Asset Management nel quarto trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 238 milioni, +4% rispetto a 229 milioni del terzo trimestre 2022;
–    costi operativi per 70 milioni, +34,7% rispetto a 52 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato della gestione operativa di 168 milioni, -5% rispetto a 177 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un cost/income ratio al 29,4% rispetto al 22,7% del terzo trimestre 2022;
–    un risultato corrente lordo pari a 168 milioni, rispetto a  177 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 115 milioni, rispetto a 132 milioni del terzo trimestre 2022.

La Divisione Asset Management nel 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 962 milioni, -28,4% rispetto a 1.344 milioni del 2021, pari a circa il 4% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (6% nel 2021);
–    costi operativi per 222 milioni, -7,1% rispetto a 239 milioni del 2021;
–    un risultato della gestione operativa di 740 milioni, -33% rispetto a 1.105 milioni del 2021;
–    un cost/income ratio al 23,1% rispetto al 17,8% del 2021;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette nullo, rispetto a riprese di valore nette pari a un milione del 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 740 milioni, rispetto a 1.106 milioni del 2021;
–    un risultato netto pari a 550 milioni, rispetto a 787 milioni del 2021.

La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life, Intesa Sanpaolo RBM Salute e Intesa Sanpaolo Insurance Agency) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel quarto trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 370 milioni, -10,5% rispetto a 413 milioni del terzo trimestre 2022;
–    costi operativi per 116 milioni, +25,6% rispetto a 92 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato della gestione operativa di 254 milioni, -20,8% rispetto a 321 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un cost/income ratio al 31,3% rispetto al 22,3%  del terzo trimestre 2022;
–    riprese di valore nette pari a 102 milioni, rispetto a un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 3 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato corrente lordo pari a 364 milioni, rispetto a 318 milioni del terzo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 225 milioni, rispetto a 209 milioni del terzo trimestre 2022.

La Divisione Insurance nel 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 1.607 milioni, +2,2% rispetto a 1.572 milioni del 2021, pari a circa il 7% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (8% nel 2021);
–    costi operativi per 385 milioni, -4,2% rispetto a 402 milioni del 2021;
–    un risultato della gestione operativa di 1.222 milioni, +4,4% rispetto a 1.170 milioni del 2021;
–    un cost/income ratio al 24% rispetto al 25,6% del 2021;
–    riprese di valore nette pari a 90 milioni, rispetto a un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 335 milioni del 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 1.320 milioni, rispetto a 835 milioni del 2021;
–    un risultato netto pari a 870 milioni, rispetto a 712 milioni del 2021.

 

Le prospettive

Le iniziative industriali del Piano di Impresa 2022-2025 sono ben avviate ed è confermato l’obiettivo di 6,5 miliardi di euro di utile netto nel 2025, con un chiaro e forte rialzo derivante dall’aumento dei tassi di interesse.

Per il 2023 si prevede un significativo aumento del risultato della gestione operativa, derivante da una solida crescita dei ricavi trainati dagli interessi netti (crescita di circa 2,5 miliardi di euro degli interessi netti nel 2023 rispetto al 2022 assumendo il tasso Euribor a 1 mese in media d’anno pari al 2,5%) e da un continuo focus sul cost management, e un forte calo delle rettifiche di valore nette su crediti, con un conseguente utile netto ben al di sopra dei 5,5 miliardi di utile netto 2022 calcolato escludendo il de-risking Russia/Ucraina.

Si prevede una forte distribuzione di valore:
–    payout ratio cash pari al 70% dell’utile netto consolidato per ciascun anno del Piano di Impresa;
–    distribuzione agli azionisti di 1,7 miliardi di euro tramite buyback da avviare nei prossimi giorni;
–    eventuale ulteriore distribuzione da valutare anno per anno.

Si prevede una solida patrimonializzazione, con un Common Equity Tier 1 ratio fully phased-in – confermando l’obiettivo superiore al 12% nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025 secondo le regole di Basilea 3 / Basilea 4 – prossimo al 13% a fine 2023 considerando gli impatti regolamentari, oltre il 13% nel 2024 e oltre il 13,5% nel 2025 ante Basilea 4 (oltre il 13% post Basilea 4, a circa il 14% considerando l’assorbimento delle DTA), tenendo conto del payout ratio cash pari al 70% e non considerando un’eventuale ulteriore distribuzione.

* * *

Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico del primo e del secondo trimestre del 2021 sono stati riesposti come “Dati rideterminati” a seguito delle seguenti operazioni:
–  cessioni di rami di attività perfezionate nel primo semestre 2021. Le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea, attribuendo l’apporto in termini di conto economico – sulla base di dati gestionali – all’utile/perdita delle attività operative cessate;
–  acquisizione del controllo di Lombarda Vita e di Aviva Vita (ridenominata Assicurazioni Vita), perfezionata nel mese di aprile 2021, e di Cargeas perfezionata a fine maggio 2021. Le relative componenti sono state consolidate linea per linea sulla base di dati gestionali, escludendo le componenti riferibili alla clientela oggetto delle operazioni di cessione di rami di attività perfezionate nel primo semestre 2021, con l’attribuzione del corrispondente utile netto all’utile di pertinenza di terzi; nel caso di Lombarda Vita e di Aviva Vita, è stato anche eliminato l’apporto in termini di utile delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, attribuendolo all’utile di pertinenza di terzi.

Inoltre:
– i dati di conto economico del primo e del secondo trimestre del 2021 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione del controllo del Gruppo REYL (perfezionata a inizio giugno 2021). Le relative componenti sono state consolidate linea per linea, con l’attribuzione del corrispondente utile netto all’utile di pertinenza di terzi.
– i dati di conto economico dei quattro trimestri 2021 e del primo trimestre 2022 sono stati riesposti a seguito della riallocazione di alcuni oneri relativi al sistema incentivante della Divisione Banca dei Territori e di Fideuram da spese del personale a commissioni passive;
– i dati di conto economico dei quattro trimestri 2021 e dei primi due trimestri 2022 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione del controllo di Quilvest (perfezionata a fine giugno 2022), consolidando le relative componenti linea per linea e attribuendo il corrispondente utile netto all’utile di pertinenza di terzi, e della cessione del ramo di attività nell’ambito del Progetto Formazione (anch’essa perfezionata a fine giugno 2022), deconsolidando le relative componenti linea per linea e attribuendo il corrispondente utile netto alla perdita di pertinenza di terzi;
– i dati di stato patrimoniale dei quattro trimestri 2021 e del primo trimestre 2022 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione del controllo di Quilvest, consolidando le relative componenti linea per linea e attribuendo il corrispondente patrimonio netto al patrimonio di pertinenza di terzi.

I dati di conto economico relativi alle aree di Business del primo trimestre 2021 sono stati riesposti per l’attribuzione delle pertinenti componenti riguardanti l’acquisizione di Lombarda Vita, Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Cargeas e REYL e per la riallocazione di alcune componenti tra aree di Business e Centro di Governo.

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti al 31 dicembre 2022, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati approvati dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione sta completando la revisione legale del bilancio nonché le attività finalizzate al rilascio dell’attestazione prevista dall’art. 26 (2) del Regolamento dell’Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656. Il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 verranno sottoposti all’approvazione del Consiglio di Amministrazione previsto per il 28 febbraio 2023. Si segnala che verranno messi a disposizione degli azionisti e del mercato, entro il 27 marzo 2023, il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 che verranno sottoposti all’esame della società di revisione incaricata della revisione contabile del bilancio. Il bilancio d’esercizio verrà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea ordinaria prevista per il 28 aprile 2023.

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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

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La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

 

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