sabato 18 Maggio 2024

Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, ha rilasciato una lunga intervista a Il Sole 24 Ore. Ecco le sue considerazioni: “I prezzi dell’energia in Europa sono scesi e non solo per l’annuncio del price cap. È probabile che chi specula si stia posizionando perché sospetta l’imminenza della possibilità di un armistizio tra Russia e Ucraina. In un contesto del genere la Bce dovrebbe rivedere l’intenzione dichiarata di procedere con un nuovo aumento dei tassi già a inizio anno”.

Patuelli: “Niente rialzi dei tassi a inizio anno, la Bce dovrebbe avviare un ripensamento”

“Cosa ci aspetta quest’anno? Premetto che sono sempre dell’opinione illustrata dal governatore Visco a settembre, quando ha esortato a non assumere posizioni preconcette sugli incrementi dei tassi ma a valutare volta per volta – continua Patuelli -. Per me è un’indicazione di metodo, che mi fa constatare il fatto che a fine dicembre il prezzo del gas sul Ttf era pari a 79,4 euro a megawattora (il 29 dicembre, poi è sceso ancora, ndr), in flessione del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2021. La sola decisione di introdurre un price cap sul gas ha accentuato la riduzione dei prezzi. Questi, però, erano cresciuti ben prima del 24 febbraio 2022 e della guerra in Ucraina, perché la speculazione veniva da Est. C’era chi sapeva in Russia che si preparavano quadri di guerra e chi sapeva, anche a Occidente, grazie alle strumentazioni satellitari che segnalavano in anticipo agli ucraini quello che gli stava succedendo; tutto questo ha prodotto operazioni speculative, i cui effetti erano uno svantaggio per gli europei in termini di valutazioni del gas. Quindi il fatto che gli europei abbiano dato un segnale forte ha contribuito a ridurre la pressione sul prezzo. Noi, però, non sappiamo quello che gli speculatori in questi ultimi giorni invece probabilmente sanno o sospettano. E cioè che ci siano le premesse di pace. Un crollo così forte del prezzo non dipende solo dal cap, ma probabilmente dal fatto che qualcuno sa che si va verso una situazione armistiziale. Tutto questo restituisce un quadro diverso da quello che è stato analizzato dalle banche centrali già poche settimane fa, quando nell’arco di ore, fra il 13 e il 15 dicembre, hanno deciso aumenti, lo 0,5% la Fed e poi lo 0,5% la Bce, che hanno portato gli americani al 4,5% e l’area dell’euro al 2,5 per cento. Il cambio del quadro sul prezzo del gas deve essere tenuto in conto: dovrebbe essere rivisto l’intendimento espresso dalla Bce di un ulteriore aumento dei tassi a inizio anno. A mio avviso bisognerebbe ripensarci prima di decidere: con la discesa del prezzo del gas si contrarrà il fattore più decisivo dell’inflazione e quindi bisognerà essere più prudenti nell’aumentare i tassi”

 

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